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martedì 25 gennaio 2022
 
Matrimonio e lavoro
 

«La mia fidanzata vuole una vita con me, ma io penso alla carriera»

03/10/2019  «Ho ventotto anni, un lavoro all’estero e ho intenzione di far carriera. Con la mia morosa riusciamo a vederci almeno una volta al mese, a lei non basta più. Ma per me è troppo presto...» Risponde Mariateresa Zattoni consulente familiare

Ho ventotto anni, un lavoro all’estero molto ben retribuito, ma che mi costa spesso dieci-undici ore di lavoro al giorno. E ho intenzione di far carriera. Ma tutto questo non basta più alla mia morosa, coetanea: riusciamo a vederci almeno una volta al mese, ma per lei non è sufficiente. Dice che mi ama, che la sua carriera non le importa (è laureata), pur di vivere con me. Come farle capire che per me è troppo presto?

NANDO

Caro Nando, non mi piacciono le domande un po’ troppo a senso unico: tu stai sulle tue ragioni – che non hai nessuna intenzione di cambiare – e vuoi da me un aiuto per metterle bene in testa alla tua fidanzata… e cioè mi tratti come il bastone che la famosa scimmia vorrebbe trovare per prendersi la banana cui non arriva con la lunghezza del suo braccio. Come vedi, non ci sto. A ventotto anni, ambedue dovreste sapere cosa volete dalla vita: ma non ciascuno per la propria, visto il legame affettivo che avete messo in atto. Lei sembrerebbe avere le idee più chiare: pur di vivere con te, è disposta a cambiare patria e a fare… la casalinga (e magari la madre dei vostri figli!). Tu aggiungi che le vostre famiglie sarebbero felici se vi sposaste. E tu, mi par di capire, ti senti in trappola: vuoi e non vuoi. Ti sembra impossibile lasciarla e ti sembra impossibile sposarla. Nemmeno accetti, per onestà, mi pare, che lei, come ti ha offerto, venga provvisoriamente a convivere (e del resto quando vi incontrate non rinunciate ai rapporti sessuali!). E così – permetti? – fai l’indeciso di professione: vuoi accontentare tutti (ma che faticaccia!) e nel contempo essere assolutamente libero. E indeciso. Anzi, la tua indecisione è la tua difesa: tu non ti lascerai “brincare da nessuno” (parole tue) e nel contempo ce li hai tutti in pugno! Non sono certo io che ti posso dire che cosa devi fare: anche se tu ti rivolgi a me. Non mi resta che “farti da specchio”: non vedi che vuoi far l’onnipotente di professione? Non vedi che ti piace tener tutti in scacco, compreso te stesso? Hai bisogno di un progetto, caro Nando, cioè di guardare in faccia le tue priorità: qual è la cosa che ti preme più di ogni altra? Fare carriera, costi quel che costi, o diventare marito e padre? Non che le due cose siano inconciliabili: semplicemente dovresti dar loro un ordine. E agire di conseguenza.

 
 
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