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In famiglia
 

La mia nipotina: simpatica... ma è una piccola despota

05/01/2018 

Come tante altre nonne e nonni sono preoccupata per l’educazione dei nipoti. Dall’esterno forse vediamo comportamenti che i genitori non riescono a vedere. In particolare una mia nipote di 3 anni, figlia unica, simpatica, sveglia, intelligentissima ha però il piccolo grande difetto di volersi mettere sempre troppo al centro dell’attenzione con comportamenti che non riesco a comprendere. Pretende di fare qualsiasi cosa le venga in mente. Si arrabbia se non è la prima a essere ascoltata; non sta a tavola o mangia solo se nel frattempo ha qualche gioco da fare; grida se non ha quello che le piace. Sono convinta che tutto ciò dipenda molto dai genitori che l’hanno sempre accontentata in tutto.

LELLA

— Cara Nonna Lella, quella che racconti è una storia comune. Soprattutto intorno ai due-tre anni i bambini tendono a diventare dei piccoli despoti e provano a imporre il proprio potere sugli altri. È fondamentale che, in questa fase della crescita, gli adulti sappiano offrire affetto e contenimento al tempo stesso. Ovvero facciano percepire al piccolo che esiste un limite e che, anche se questa cosa può farlo arrabbiare e sentire frustrato, la sua onnipotenza deve essere ridimensionata, nel rispetto di sé e delle relazioni. In base a quello che racconti sembra che i genitori della tua nipotina siano un po’ deboli in questo senso. E quindi, cara nonna, tu vedi una bambina maleducata, che richiede sempre attenzione e che pensa di avere il diritto di fare tutto quello che le passa per la testa. In effetti forse la bambina non è maleducata, ma, almeno per il momento, educata male, come afferma Isabella Milani nel suo bellissimo saggio Maleducati o educati male? (Vallardi), uno dei libri di psicopedagogia più interessanti, completi e ben scritti che ho letto quest’anno. L’autrice afferma in modo deciso che «educare significa insegnare a vivere» e mette in guardia noi genitori dal fatto che troppo spesso ci troviamo a svolgere il nostro ruolo educativo «improvvisando, senza un progetto». In particolare, afferma che «educare significa anche mostrargli dove sbaglia, correggerlo. Se non lo correggete mai, non imparerà che non è perfetto e che esistono dei limiti che non è giusto e non è proficuo che oltrepassi». Leggi e rileggi questa frase con i due genitori e se vi sembra che questo sia il problema principale della vostra amatissima e un po’ prepotente bambina di tre anni, allora approfondite il tema e leggete l’intero volume che, ne sono certo, offrirà a voi e a tutte le famiglie nella vostra situazione spunti importanti su cui riflettere.

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