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venerdì 07 agosto 2020
 
analisi
 

La missione, un dovere per tutti i cristiani

29/10/2016  Con la fine di ottobre, sfuma in lenta dissolvenza il mese missionario. S'è riflettuto sull'urgenza di annunciare il Vangelo in un mondo che registra sì un lieve aumento di battezzati, vescovi, preti e diaconi permanenti ma che vede incrementato il numero di persone in capo a ciascun sacerdote visto il continuo crescere della popolazione globale

Il sigillo di chiusura è stato il Giubileo celebrato a Roma da chi a vario titolo è impegnato in Italia e nel mondo nei delicati campi dell'evangelizzazione e della promozione umana. Con il finire di ottobre il mese di ottobre sfuma in lenta dissolvenza lascioando in eredità ai credenti ai credenti un impegno urgente oggi più che mai, come ha ricordato più volte papa Francesco. Quanto sta avvenendo in Iraq, Siria e Libia, per non parlare della martoriata Africa, rende evidenti le nefandezze di cui è capace l’egoismo. Certa economia di rapina, dal canto suo, ha acuito a dismisura la divaricazione tra ricchi e poveri. In questo contesto sempre più complesso e tribolato, i cristiani sono chiamati ad annunciare il Vangelo della misericordia, che porta «gioia e riconciliazione, giustizia e pace». Questo è il senso ultimo della missione. Un dovere per tutti i credenti.

Rimane l'attualità delle parole pronunciate dal Papa il 23 ottobre. «Oggi è tempo di missione ed è tempo di coraggio! Coraggio di rafforzare i passi vacillanti, di riprendere il gusto dello spendersi per il Vangelo, di riacquistare fiducia nella forza che la missione porta con sé. È tempo di coraggio, anche se avere coraggio non significa avere garanzia di successo. Ci è richiesto il coraggio per lottare, non necessariamente per vincere; per annunciare, non necessariamente per convertire. Ci è richiesto il coraggio per essere alternativi al mondo, senza però mai diventare polemici o aggressivi. Ci è richiesto il coraggio per aprirci a tutti, senza mai sminuire l’assolutezza e l’unicità di Cristo, unico salvatore di tutti. Ci è richiesto coraggio per resistere all’incredulità, senza diventare arroganti. Ci è richiesto anche il coraggio del pubblicano del Vangelo di oggi, che con umiltà non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Oggi è tempo di coraggio! Oggi ci vuole coraggio!». 

E rimangono i dati che definiscono il perimetro dell'azione missionaria  L'agenzia di stampa Fides ha aggiornato il quadro,. In un pianeta sempre più affollato (al 31 dicembre 2014 la popolazione mondiale era pari a 7.160.739.000 persone, con un aumento di 66.941.000 unità rispetto all’anno precedente). Il numero dei cattolici registra un lieve incremento: alla fine del 2014  era pari a 1.272.281.000 unità con un aumento complessivo di 18.355.000 persone, più contenuto rispetto a quello registrato l’anno precedente. L’aumento interessa tutti i continenti ad eccezione dell’Europa. E' più deciso, come lo scorso anno, in Africa (+8.535.000) e in America (+6.642.000), seguiti da Asia (+3.027.000) e Oceania (+208.000). Diminuisce l’Europa (-57.000). La percentuale dei cattolici è aumentata dello 0,09%, attestandosi al 17,77%. Riguardo ai continenti, si sono registrati aumenti in Africa (+0,38), America (+0,12), Asia (+0,05), Europa (+0,14) ed Oceania (+0,09).  

Negli ultimi dodici mesi s'è impennato pure, di 130 unità, il numero degli abitanti per sacerdote, che ha raggiunto quota 13.882. La ripartizione per continenti vede, come per gli anni precedenti, aumenti in America (+79), Europa (+41) ed Oceania (+289); diminuzioni in Africa (-125) e Asia (-1.100).Il numero dei cattolici per sacerdote è aumentato complessivamente di 41 unità, raggiungendo il numero di 3.060. Si registrano aumenti in Africa (+73), America (+59), Europa (+22) ed Oceania (+83). Unica diminuzione in Asia (-27). Le circoscrizioni ecclesiastiche, in altre parole le diocesi, sono 9 in più rispetto all’anno precedente, arrivando a 2.998, con nuove circoscrizioni create in Africa (+1), America (+3), Asia (+3) ed Europa (+2). L’Oceania non registra variazioni. Invece, le stazioni missionarie con sacerdote residente sono complessivamente 1.864 (7 in meno rispetto all’anno precedente) e sono aumentate in Africa (+39) e in Europa (+2). Sono diminuite in America (-35), Asia (-8) ed Oceania (-5). Le stazioni missionarie senza sacerdote residente sono aumentate complessivamente di 2.703 unità, raggiungendo così il numero di 136.572. Aumentano in Africa (+1.151), America (+2.891) ed Oceania (+115). Diminuiscono in Asia (-1.452) ed Europa (-2).

Aumenta, sia pur di poco, il numero dei vescovi (più 64 unità; in tutto, al 31 dicembre 2014, risultavano essere 5.237), quello dei sacerdoti (più 444 unità rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 415.792) e, in maniera più consistente, quello dei diaconi permanenti, aumentati nel mondo di 1.371 unità (sono 44.566). In controtendenza rispetto agli ultimi anni precedenti , diminuiscono i  religiosi non sacerdoti: meno 694 unità, al 31 dicembre 2014 erano 54.559). Si conferma, inoltre, la tendenza alla diminuzione globale delle religiose, quest’anno ancora superiore rispetto all’anno precedente, di 10.846 unità. Sono complessivamente 682.729.  

Il numero dei missionari laici nel mondo, infine, è pari a 368.520, con un aumento globale di 841 unità ed aumenti in Africa (+9), Europa (+6.806) e Oceania (+41), mentre diminuiscono in America (-5.596) e in Asia (-419). Nel mondo, infine, i catechisti sono aumentati complessivamente di 107.200 unità, raggiungendo quota 3.264.768. 

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