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La montagna che aiuta il Nepal

17/05/2015  Sono molte le iniziative di solidarietà avviate dagli alpinisti italiani a favore delle popolazioni nepalesi. Ecco alcuni esempi.

Fausto De Stefani
Fausto De Stefani

Per aiutare il “Paese delle alte montagne” s’è mobilitato tutto il mondo della montagna. Non poteva che essere così. Vogliamo, allora, raccontarvi alcuni esempi grandi e piccoli di solidarietà degli alpinisti italiani.    
    Uno dei casi più belli è quello della Rarahil  Memorial School, una scuola voluta dalla tenacia di Fausto De Stefani, grande alpinista mantovano, sesto uomo al mondo ad aver scalato tutti gli ‘ottomila’, che, assieme alla onlus “Fondazione Senza Frontiere” negli anni ha raccolto oltre due milioni di euro per costruire a Kirtipur, in periferia di Kathmandu, un complesso scolastico per 700 studenti, annesso convitto per 50 bambini poveri e mensa. Ebbene, la scuola, che ha perfettamente resistito al sisma, in questi giorni ospita i senzatetto mettendo a disposizione anche la mensa per pasti caldi; mentre l’associazione raccoglie contributi destinati all’acquisto di tende, farmaci e generi di prima necessità. (www.senzafrontiere.com).

Nel cortile della scuola opera anche “l’Ambulatorio De Marchi”, voluto da De Stefani per ricordare l’amico scalatore e medico bellunese  Giuliano De Marchi, scomparso nel 2009. A lui intitolata un’associazione, creata da familiari ed amici, che raccoglie fondi e ha inviato i giorni scorsi due medici volontari all’ambulatorio di Kirtipur, con 94 kg tra viveri e farmaci. (www.ambulatoriodemarchi.it).  

     Il Club alpino italiano, ovviamente, ha subito messo in moto la sua macchina organizzativa,  attivando da giorni una raccolta fondi pro Nepal. Il conto corrente "Rraccolta fondi Cai per il Nepal” è aperto presso la Banca Popolare di Sondrio. L'obiettivo è di portare aiuti concreti alla popolazione nepalese, per questa ragione la destinazione del ricavato sarà decisa insieme alla NEPAL MOUNTAINEERING ASSOCIATION (N.M.A.), il club alpino nepalese. Alla N.M.A. sarà poi affidata la gestione in loco dei fondi raccolti. 

     Ma poi è da segnalare la generosità dei singoli circoli Cai  impegati nella solidarietà verso le popolazioni colpite. Tra i tanti, la sezione pisana del Cai che il 20 maggio  alla Stazione Leopolda, in collaborazione con l’associazione Yeshe Norbu e con l’Istituto Lama Tzong Khapa, organizza una cena di raccolta fondi per la popolazione del Nepal al sostegno dei villaggi himalayani alle falde dell’Everest, non raggiunti dagli aiuti internazionali. Il programma della serata, patrocinata dal Comune di Pisa e sostenuta dall’associazione Casa della Città Leopolda, prevede una cena con menu tibetano/nepalese  e la presentazione dei progetti della onlus Yeshe Norbu in favore dei terremotati.  “Grazie alla rete dei contatti sviluppata da Yeshe Norbu, i fondi arriveranno direttamente a chi ne ha effettivamente bisogno” afferma il responsabile della onlus Franco Piatti, “senza passare dalle maglie strette dei controlli del governo nepalese che trattiene una percentuale vicina al 15% degli aiuti inviati”.

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