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domenica 29 maggio 2022
 
Il Teologo
 

La morte di Giuda nel Nuovo Testamento: perché due versioni?

06/10/2020 

GUALTIERO C. - Nel Vangelo di Matteo si dice che Giuda pentito si toglie la vita impiccandosi (Mt 27,3- 10), invece negli Atti degli Apostoli si dice che è precipitato e si è sbudellato (Atti 1,18-20). Come intendere la differenza?

Effettivamente sulla morte di Giuda esistono quelle due tradizioni distinte, entrambe legate all’origine del nome di un campo a sud di Gerusalemme, detto “campo del sangue”. Secondo gli Atti, Giuda avrebbe comprato quel campo con il denaro del tradimento, e cadendo a testa in giù si sarebbe lì sfracellato, con la fuoriuscita delle viscere: sembra essere la narrazione di un incidente, ma risente del cliché biblico della sorte riservata al malvagio (cfr. At 12,23). In Matteo invece sarebbero stati i sommi sacerdoti a comprare il campo – che era del Vasaio – con i trenta denari che Giuda pentito aveva riportato loro. Dopo che Giuda si era impiccato (come gesto estremo di autopunizione), essi pagarono il prezzo del campo con quel denaro “insanguinato” dal delitto, destinandolo alla sepoltura degli stranieri. In questa versione Matteo intende soprattutto puntare il dito sulla spregiudicatezza dei sommi sacerdoti, i veri protagonisti del delitto, più di Giuda che invece si infligge il castigo.

 
 
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