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mercoledì 24 aprile 2024
 
il ricordo
 

Addio a Severino Baraldi, ha raccontato il mondo (e i Fatti del giorno) in diecimila disegni

21/11/2023  Si è spento la scorsa notte a Milano, dove viveva, il grande illustratore che avrebbe compiuto 93 anni tra pochi giorni. Ha lavorato per il "Giornalino" e, dal 1985 fino all’estate scorsa, per la storica rubrica dei “Fatti del giorno” di "Famiglia Cristiana". Dalla Bibbia per immagini (elogiata dal cardinale Ravasi) alle battaglie della storia, dai miti alle biografie dei grandi che nel 1981 gli valsero il premio giapponese più prestigioso nell’editoria per ragazzi: «Dopo duecentoventi libri e quasi diecimila disegni», raccontava, «mi diverto ancora molto»

Per trentasette anni, dal 1985 all’estate scorsa, ha fatto compagnia ai lettori di Famiglia Cristiana nella storica rubrica dei "Fatti del giorno" che di questo giornale rappresenta molto più di una rubrica ma un pezzo della sua identità, tanto profonda è l’identificazione dei lettori con quelle illustrazioni che accompagnano il settimanale fin dalla nascita.

Severino Baraldi ci ha lasciato nella notte tra lunedì e martedì. Avrebbe compiuto 93 anni il prossimo 10 dicembre. Fino a qualche mese, con una puntualità svizzera, frutto di una grande passione per il proprio lavoro, inviava la vignetta dei "Fatti" per illustrare i casi di cronaca più bizzarri, eccentrici e strani della settimana.

Ero andato a trovarlo l’anno scorso – proprio in questi giorni - per il numero speciale dedicato ai 90 anni della rivista nel quale Baraldi non poteva certo mancare. Dalla sua biblioteca occhieggiavano Marco Polo e Mosè, Ulisse e Abramo, Cristoforo Colombo e Gesù di Nazaret. Condottieri, protagonisti delle fiabe e avventurieri. Sul tavolo di lavoro, la tavolozza dei colori, i pennelli, i cartoncini e il tablet, unica concessione alla modernità.

Perché Severino Baraldi è stato uno dei maestri illustratori italiani assieme ad Achille Beltrame e Walter Molino, i mitici disegnatori de La Domenica del Corriere. Una casa-bottega, che si trova in fondo a via Ripamonti, dove Milano sfuma nella periferia del Vigentino, stipata di premi (anche internazionali), disegni, pubblicazioni che hanno fatto la storia come la celebre Bibbia illustrata del 1994 per l’editore Fabbri e revisionata dal cardinale Ravasi: «Mi fece il complimento più originale: i pittori incominciano con un capolavoro, e poi tirano a campare. Invece lei, Baraldi, migliora con il tempo», disse con un filo di emozione.

Gli inizi nella bottega di barbiere del padre («i clienti mi chiedevano di disegnare con il gesso sul pavimento») a Sermide, nella Bassa Mantovana, la leonessa del Po, paesino diventato città per meriti risorgimentali. Il 29 luglio 1848 l’insurrezione antiaustriaca la devastò brutalmente. Tutto sembrò bruciare nel fuoco: «Vede, l’ho illustrato in questo libro. Lo regalano gli ospiti illustri», disse mentre rovistava nell’archivio.

Nel 1955 il trasferimento a Milano, la sua città di adozione, dove viene assunto presso un’agenzia pubblicitaria: «Di giorno lavoravo, di sera frequentavo i corsi serali della Scuola d’Arte del Castello per studiare Anatomia e Nudo», raccontò, «la prima pubblicazione per la casa editrice "Le Stelle" che pubblicava libri scolastici. Disegnai il mito della nascita della Sicilia, poi una serie di illustrazioni per l’enciclopedia per ragazzi, I Quindici , firmata con lo pseudonimo Dante Mogliese».

Severino Baraldi nel novembre 2022 con la moglie Rosanna nella casa di Milano (foto Ugo Zamborlini per Famiglia Cristiana)

Una passione innata, condita da fantasia e creatività: «Alle scuole medie facevo il tema e poi il disegno. Il professore mi dava sei al primo e nove al secondo».

La svolta professionale arriva a metà degli anni Cinquanta quando, dopo essere stato licenziato dall’agenzia, viene chiamato dai frati francescani di Padova per illustrare la Bibbia per le edizioni del Messaggero di Sant’Antonio. «Mi aprì molte porte», rivelò, «iniziai a lavorare con diverse case editrici, soprattutto per i libri scolastici. All’inizio degli anni Sessanta, la collaborazione con la storica e prestigiosa rivista inglese di divulgazione storica Look & Learn. Una volta ero a Nairobi, in Kenya, e in edicola c’era un numero della rivista con la copertina illustrata da me. Fu una grande emozione».

Una passione innata per la storia, da quella religiosa ai miti fino alle grandi battaglie. «Negli anni Settanta Fabbri mi affidò l’incarico di illustrare i capitoli storici dell’enciclopedia Scoprire», spiegò, «li vede tutti quei libri lì? Andavo a comprarli in centro per conoscere i dettagli degli abiti storici dei personaggi, degli equipaggiamenti da guerra. Oggi con Internet è più facile. All'epoca, bisognava compulsare molto volumi».

Baraldi era sposato dal 1959 con Rosanna, «l’altro amore della mia vita dopo il disegno», come diceva lui. Una famiglia numerosa: tre figlie, «una purtroppo non c’è più», undici nipoti, tre pronipoti. «Ma nessuno», ammise, «proseguirà con il mio mestiere perché i tempi sono cambiati».

Tra un disegno e una tavola, Baraldi, che ha illustrato anche il Calendario di Frate Indovino, tirò fuori una pergamena che conservava come una reliquia preziosa: «È il premio Shogakukan che ho ricevuto a Tokyo nel 1981 dalla maggiore casa editrice per bambini del Giappone», raccontò, «è stato un grande onore. Avevo illustrato le biografie di alcuni grandi, da Galilei a Marco Polo, che piacquero molto».

Nel 1983 arriva al Giornalino, la storica rivista per ragazzi della San Paolo, dove disegna alcune vignette divulgative per la serie “Conoscere insieme”, e due anni dopo inizia a illustrare, assieme ad altri colleghi, la rubrica dei “Fatti del giorno” di Famiglia Cristiana: «Dal 1985 a oggi non ho mai saltato una settimana», sottolineava con orgoglio, «all’inizio le tavole erano in bianco nero e i fatti da illustrare quattro. Ora solo uno. Per fare una tavola dei "Fatti" è fondamentale pensare la scena, già la immagino mentre mi telefonano o ricevo l’e-mail. La disegno prima nella testa e poi è facilissimo metterla su carta».

Gli occhi azzurri rivelavano l’entusiasmo di un ragazzino che continuava a stupirsi divertendosi, ogni giorno, a disegnare pezzi di storia e di mondo.

Gli chiesi se non si fosse stancato di disegnare, e lui, con un lampo negli occhi, abbozzò un sorriso: «Mi vedo ancora con i pennelli in mano. Dopo duecentoventi libri e quasi diecimila disegni mi diverto ancora molto».

Quando, qualche mese fa, la moglie Rosanna – alla quale va l’abbraccio della direzione e di tutta la redazione di Famiglia Cristiana – aveva telefonato in redazione per avvisare che non avrebbe più potuto illustrare i “Fatti” ci siamo preoccupati. Preparati, no, perché ci piaceva pensare che da un momento all'altro potessimo vederlo ancora arrivare in redazione con il suo passo lento e la cartellina dei disegni  da consegnare ai grafici che dovevano metterli in pagina.

Con la sua umiltà e il candore quasi fanciullesco che ha conservato fino all'ultimo, Severino Baraldi è stato un pezzo importante della (lunga) storia di Famiglia Cristiana e un compagno di viaggio amatissimo dai lettori.

Sarà già al lavoro, pronto a esplorare e disegnare l’altra metà del cielo.

Severino Baraldi nel novembre 2022 mostra la pergamena del Premio Shogakukan ricevuto a Tokyo nel 1981 dalla maggiore casa editrice per bambini del Giappone (foto Ugo Zamborlini per Famiglia Cristiana)

 
 
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