logo san paolo
martedì 28 giugno 2022
 
 

11 in Nazionale ma 110 a casa

21/05/2012  Il 22 maggio scende in campo allo stadio Olimpico di Roma la Nazionale famiglie numerose in vista del "Derby dei campioni del cuore” fra Roma e Lazio.

Famiglie da 110 e lode. I 16 giocatori che costituiscono il nucleo della Nazionale famiglie mumerose sono infatti padri di ben 110 figli. Il 22 maggio scenderanno in campo allo stadio Olimpico di Roma per giocare la partita che precederà il “Derby dei campioni del cuore” fra Roma e Lazio con attori, cantanti, calciatori e personaggi della Tv. L’obiettivo, dice Antonello Crucitti, portavoce della squadra, è sempre lo stesso: «Sensibilizzare le istituzioni nell’adottare provvedimenti a favore della famiglia, tanto più necessari in questo periodo di crisi».

-Da chi è costituita la vostra squadra?

«Siamo tutti ex calciatori, che hanno avuto una carriera più o meno prestigiosa. Il nostro portiere, Simone Braglia, ha militato nel Genoa e nel Milan, poi abbiamo Davide Nicola (ex di Genoa e Torino), Emanuele Filippini (ex del Brescia), e stiamo cercando di convincere a unirsi a noi pure Damiano Tommasi, il centrocampista della Roma e della Nazionale. Il nostro allenatore è Bruno “Maciste” Bolchi, che ha portato il Bari dalla serie C alla serie A. Io gioco da libero e porto la fascia da capitano».

-Quando avete iniziato?

«Cinque anni fa. Abbiamo disputato molte partite, riempiendo sempre gli stadi dove siamo stati, e le abbiamo vinte quasi tutte».

-Qualche esempio?

«Abbiamo battuto per 8-1 la Nazionale degli attori e ci siamo imposti in un quadrangolare disputato a Villa San Giovanni dove avevamo di fronte la Nazionale parlamentari, la nazionale sacerdoti e una rappresentativa dei Comuni di Reggio Calabria e Villa San Giovanni».

-Avete battuto anche la squadra del Governatorato della Città del Vaticano.

«Sì, è stato il degno coronamento della bellissima giornata che abbiamo vissuto lo scorso 15 febbraio, quando abbiamo avuto l’onore di essere ricevuti dal Santo Padre. È stata una partita molto combattuta perché la squadra del Governatorato è costituita da giovani e da ex professionisti, ma alla fine ci siamo imposti noi per 2 a 1. Ma ci hanno già chiesto la rivincita».

-Che ricordi ha dell’incontro con Benedetto XVI?

«Il momento più emozionante è stato quando, dopo avergli chiesto la sua benedizione per noi e per i nostri nove figli, il Papa ha accarezzato mia moglie Angela esclamando: “Che bello! Una mamma così giovane con tanti figli…». Noi gli abbiamo regalato il gagliardetto e la maglietta numero 16 della Nazionale famiglie numerose con stampato il nome di Benedetto XVI e lui, sorridendo, si è detto felice di essere stato ingaggiato da una squadra così promettente».

-I vostri prossimi impegni?

«Il 9 giugno disputeremo a Brescia un quadrangolare con le squadre dei giornalisti Rai, dei ragazzi di “Amici” e del Comune di Brescia».

Antonello Crucitti ha 43 anni e fa l’insegnante a Brescia. Sua moglie Angela ne ha 39 ed è una dipendente pubblica precaria. Vivono insieme a Brescia con i loro 9 figli (la più piccola ha 1 anno e mezzo, il più grande ne ha 16) e sono felici. «Non siamo una famiglia stile “Mulino Bianco”: ci arrabbiamo, facciamo degli sbagli come tutti, ma siamo uniti dalla fede in Dio che ci sorregge tantissimo nei momenti difficili».

-A parte la fede, dove trovate la forza per andare avanti?

«Siamo molto uniti fra noi e poi possiamo contare su una rete di solidarietà fortissima, iniziando proprio dalla Nazionale famiglie numerose. Quando ci incontriamo organizziamo sempre dei momenti di preghiera insieme e ci offriamo reciprocamente sostegno materiale e spirituale. Proprio di recente un nostro giocatore ha dovuto affrontare un grave problema familiare e tutti ci siamo dati da fare per aiutarlo. Al di là della squadra, poi, a Brescia coordino il banco alimentare per non far mancare il cibo a chi ne ha bisogno».

-La crisi quanto vi ha colpito?

«Le famiglie numerose sono abituate a fare sacrifici. A casa nostra si mangia sempre quel che c’è, cercando sempre di mettere al primo posto i bisogni dei figli. Certo, i soldi non bastano mai».

-Il Comune vi aiuta?

«Non possiamo lamentarci, fa quel che può. Hanno deciso, per esempio di non fare pagare, alle famiglie che hanno più di quattro figli, le rette per la mensa scolastica, per il prescuola e per il dopo scuola. Certo, se fosse introdotto a livello nazionale il quoziente familiare, cambierebbe tutto».

-Come si svolge la vostra giornata?

«Io e mia moglie ci alziamo ogni mattina alle 5 per organizzare tutto: a parte il nostro lavoro, bisogna seguire i figli a scuola, all’oratorio, al catechismo, nelle loro attività sportive. Andiamo a dormire a mezzanotte distrutti, ma felici anche perché sappiamo che la nostra famiglia rappresenta un investimento per il futuro del nostro Paese».

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo