logo san paolo
mercoledì 20 ottobre 2021
 
Intervista
 

La nuova Europa? Riparte con papa Francesco

20/01/2016  In un saggio lo storico Agostino Giovagnoli approfondisce l'umanesimo cristiano del Vecchio Continente portato avanti dal pontefice argentino: "Le sue parole colgono in profondità nodi e problemi vitali per il futuro dell'Unione"

(Nella foto: lo storico Agostino Giovagnoli)
 
«Il pontificato di Francesco avrà un posto di rilievo nella storia». Non ha dubbi lo storico Agostino Giovagnoli, presidente degli storici contemporaneisti italiani fino al 2015. Ma aggiunge: «È invece tutt’altro che chiaro se i contemporanei del papa sapranno essere all’altezza di questa novità importante». Lo spiega nel saggio L’umanesimo di papa Francesco. Per una cultura dell’incontro, pubblicato per i tipi di Vita e Pensiero, la casa editrice dell’Università Cattolica, dove insegna Storia contemporanea. Giovagnoli interviene sull’accusa a Jorge Bergoglio di essere lontano dal mondo della cultura dell’Europa. Di lui – si dice in alcuni ambienti critici – non si ricordano lectio magistralis, visite alle grandi istituzioni culturali, incontri con gli intellettuali. Piuttosto un papa che guarda maggiormente agli altri continenti, che gode di grandissima popolarità e raduna folle vincendo la paura del terrorismo, fa gesti mediatici che conquistano il mondo e ottiene aperture di credito anche dai non cattolici. Ma sarebbe un papa troppo “solamente pastorale”, dicono quegli stessi critici, sottolineando una comunicazione orientata verso un immediato impatto popolare. Non parla, cioè, il linguaggio delle élites, che ricambiano con diffusa freddezza: in molti casi, il suo pensiero non viene neanche avvistato dai radar dell’accademia o dell’opinione pubblica più colta.

Il libro curato da Giovagnoli ribalta questa accusa, più diffusa di quello che appaia. Al contrario, l’insistenza sui poveri, un tratto caratterizzante della predicazione di Bergoglio, porta con sé un forte messaggio per le classi dirigenti, in particolare europee, che coltivano la “cultura dello scarto”. Lo dimostra la Laudato si’ quando afferma: «Non disponiamo ancora della cultura necessaria per affrontare questa crisi e c’è bisogno di costruire leadership che indichino strade, cercando di rispondere alle necessità delle generazioni attuali includendo tutti, senza compromettere le generazioni future». Non è che vero che il papa venuto “dalla fine del mondo”, nipote di emigranti italiani, sia lontano dalla cultura europea. Anzi, sostiene Giovagnoli, quando Bergoglio parla di “stanchezza” del Vecchio continente, «esprime, con garbo e speranza, un’attesa del ruolo che l’Europa può e deve svolgere nel mondo». Dice lo storico: «Le sue parole colgono in profondità nodi e problemi vitali per il futuro dell’Europa e che spesso la cultura europea non ha il coraggio di affrontare. Ma, proprio per questo, intorno al papa argentino si innalza un muro di incomprensione e di diffidenza».

Nascosta da un’adesione di facciata, quella che Francesco definisce “ipocrisia” indicando la scissione tra testimonianza e belle parole: «È una resistenza che non riguarda solo i non cattolici ma anche i cattolici, non solo i laici ma anche gli ecclesiastici. Spesso, anzi, proviene più dai secondi che dai primi». Eppure la sua concretezza evangelica ha mostrato di saper creare cultura: «Non è casuale che la sua forte esortazione ad accogliere i profughi abbia sfidato efficacemente un’opinione pubblica contraria, anticipando le scelte di importanti governi europei, compresa quella italiana di soccorrere quanti sfidavano la morte nel Mediterraneo e quella tedesca di accettare i profughi siriani».

Oltre a quello di Giovagnoli, il libro raccoglie i contributi del segretario della Cei Nunzio Galantino, la cui riflessione si intreccia con l’esperienza diretta dell’incontro con Francesco, quello di Mauro Ceruti, filosofo della scienza, del sociologo Maurizio Ambrosini e del giurista Luciano Eusebi. Studiosi cattolici che scelgono di schierarsi: sostenendo che la distanza tra la cultura europea e Francesco è un problema del mondo accademico, non del papa. Tutti i contributi ruotano intorno ad un pensiero cruciale per Bergoglio: l’umanesimo che si collega alla cultura dell’incontro. È un tema su cui Francesco ha cominciato a riflettere a partire dalla sua lettura giovanile delle opere di Romano Guardini, per poi maturarlo mentre era provinciale dei gesuiti argentini e arcivescovo di Buenos Aires. «Riflette – nota Giovagnoli – il cammino percorso dalla Chiesa latino-americana negli ultimi decenni, prendendo le distanze da una teologia della liberazione di tipo ideologico senza però rinunciare a misurarsi con la situazione drammatica di tanti uomini che soffrono per la povertà». Da questo percorso, Vangelo in mano, nasce la sua predicazione come «attenta lettura dei segni dei tempi e alla storia del popolo in cui si colloca», che ad esempio emerge nelle omelie mattutine di Santa Marta, tenute a braccio, con un linguaggio semplice e alieno da astratte generalizzazioni. Quando Bergoglio parla quasi provocatoriamente di “stanchezza” dell’Europa, lancia una sfida, a colpi di speranza, anche ai cristiani. Spiega Giovagnoli: «Mette in discussione convinzioni e abitudini consolidate, compreso un senso di possesso tranquillo di un’eredità ricevuta prima e in misura più abbondante rispetto a molti popoli non europei». Nel Discorso ai partecipanti al congresso internazionale della pastorale delle grandi città, il 27 novembre 2014, Francesco ha riconosciuto che, in un altro tempo, la Chiesa «ha avuto la responsabilità di delineare e di imporre non solo le forme culturali, ma anche i valori, e più profondamente di tracciare l’immaginario personale e collettivo». Ciò si è realizzato in Europa in modo più ampio e più profondo che altrove. Ma, ha aggiunto, oggi quell’epoca è definitivamente «passata. Non siamo più nella cristianità».

Continua lo storico: «Non è facile, per i cattolici europei, accettarlo e ancor meno accogliere la novità evangelica di cui Francesco è portatore. Ma anche il futuro delle Chiese europee passa per la loro trasformazione in “Chiese in uscita” e in “ospedali da campo”». Per lo storico dell’Università Cattolica, «dopo aver privilegiato per tanto tempo una cultura della cristianità, organica e gerarchica, funzionale ad “occupare spazi” piuttosto che a “promuovere processi”, è tempo di una cultura che parte dal “basso” e che proviene dalle “periferie”, dove il Vangelo sta avviando movimenti destinati a coinvolgere tutti, compreso coloro che stanno al “vertice” e che vivono al “centro”». Infine, conclude: «Anche se ancora non lo sa, l’Europa non ha oggi bisogno di un ritorno, peraltro impossibile, del suo passato laico o religioso: ha bisogno, invece, di immergersi nuovamente nel movimento della storia da cui troppo spesso sembra aver preso tristemente congedo».    

I vostri commenti
2
scrivi

Stai visualizzando  dei 2 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo
    Collection precedente Collection successiva
    FAMIGLIA CRISTIANA
    € 104,00 € 0,00 - 11%
    CREDERE
    € 88,40 € 57,80 - 35%
    MARIA CON TE
    € 52,00 € 39,90 - 23%
    CUCITO CREATIVO
    € 64,90 € 43,80 - 33%
    FELTRO CREATIVO
    € 23,60 € 18,00 - 24%
    AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
    € 46,80 € 38,90 - 17%
    IL GIORNALINO
    € 117,30 € 91,90 - 22%
    BENESSERE
    € 34,80 € 29,90 - 14%
    JESUS
    € 70,80 € 60,80 - 14%
    GBABY
    € 34,80 € 28,80 - 17%
    I LOVE ENGLISH JUNIOR
    € 69,00 € 49,90 - 28%