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lunedì 15 agosto 2022
 
 

La nuova mappa dei bebè

21/04/2011  Dalla ricerca congiunta di un gruppo di Università italiane si possono ricavare le prime carte antropometriche neonatali

Per fotografare una popolazione alla nascita è fondamentale avere dei parametri di misurazione dei neonati che siano quanto più omogenei possibile: è questo il principio base che ha ispirato la ricerca condotta dal professor Mario De Curtis dell’università La Sapienza di Roma insieme con i ricercatori delle Università di Torino, Milano e Novara su un campione di 34 centro neonatali italiani.
I risultati hanno consentito un aggiornamento delle carte INeS (Italian neonatal study) disponibili on line sul sito www.inescharts.com. L’indagine, finanziata anche dal MIUR, è stata eseguita su oltre 45.000 neonati, distinti in base al sesso e classificati a seconda del peso, della lunghezza e della circonferenza cranica a partire già dalla 23° settimana di gestazione.
Oltre a dati prettamente tecnici, è stato rilevato che rispetto al passato i neonati “piccoli” sono aumentati, in base all’età gestazionale, tra i nati prima della data fissata per il parto e viceversa sono diminuiti tra i nati a termine. Ora, si comincerà a lavorare sull’identificazione di quelle categorie di neonati che, in presenza di determinate caratteristiche, corrono i maggiori rischi di sviluppare particolari condizioni patologiche nel periodo neonatale o anche più avanti nel tempo.

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