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sabato 02 luglio 2022
 
 

«La nuova sigaretta elettronica? Uno strumento di morte»

07/11/2014  Così il professor Carlo Cipolla, direttore della divisione di cardiologia dello Ieo, Istituto europeo di oncologia, di Milano. Ma la Philip Morris produrrà la e-cig con tabacco in pastiglie.

Carlo Cipolla è un cardiologo, direttore della divisione di cardiologia dello Ieo, Istituto europeo di oncologia a Milano. Da anni utilizza per i suoi pazienti la sigaretta elettronica come alternativa a quella tradizionale. A lui chiediamo cosa pensa del nuovo prodotto che la Philip Morris di Bologna sta per immettere sul mercato, la e-cig con pastiglie di tabacco che non bruciano: «Sono terrorizzato, perché è ipotizzabile che i ragazzi ci metteranno dentro di tutto. Quello è uno strumento di morte. E anche se l’idea di partenza, un prodotto “antifumo”, può non essere pellegrina, nella realtà si offre uno strumento che dà combustione a 350 gradi anziché 900; quindi, si immagini i ragazzi cosa possono metterci dentro: tutto quello che è fumabile. Sostanzialmente diventa peggio di un narghilè; sarà un contenitore in cui si può inserire quello che si vuole nella quantità che si desidera e fumare in modo più discreto, a una temperatura che rende, magari, anche più gradevole il prodotto. Quando ho letto questa cosa mi sono detto che è incredibile, dopo tutte le battaglie contro prodotti da inserire nella sigaretta elettronica».

Quindi lei è contro la sigaretta elettronica…
«No ,anzi, sono favorevolissimo. Ma, intendiamoci: favorevole all’uso della sigaretta elettronica classica. E allora bisogna definire di cosa si parla: la sigaretta elettronica è quella che compra solo in farmacia e completamente priva di nicotina, con la possibilità di inserire in quello che chiamiamo filtro degli aromi. Questa è la vera sigaretta elettronica. Poi, sono nati quelli che definiamo svapatori, attrezzi che possono essere riempiti con liquidi che si comprano nei negozi dedicati. Noi li abbiamo combattuti perché per attirare la clientela veniva messa nei liquidi la nicotina, anche in quantità esorbitante. Parecchi contenevano una nicotina pari a 800 sigarette alla settimana. Hanno distrutto il mercato della sigaretta elettronica originaria, anche perché il 95% dei fumatori che cerca di smettere vuole una sigaretta elettronica che contiene nicotina. Ed è comprensibile, sapendo che la nicotina comporta dipendenza. D’altronde esistono anche i cerotti di nicotina».

Oggi i fumatori sono sempre meno, comunque…
«Attenzione, anche qui i dati non sono quelli reali. Per esempio, ci viene detto che i fumatori tra i 14 e 19 anni sono il 25%, mentre io ho girato le scuole e posso assicurare che fuma il 75% dei giovani. Anche dal punto di vista quantitativo, dunque, i numeri continuano a essere drammatici. E lo confermano anche i dati medici. Farò un solo esempio: la curva tra maschi e femmine nel tumore polmonare mostra che si sta sempre più uniformando, mentre una volta il rapporto era di 80 uomini e 20 donne. Senza contare gli infarti e gli ictus, sempre maggioritari rispetto  ai tumori».

Insomma, lei è contro questa sigaretta nuova della Philip Morris, su brevetto italiano…
«A quanto ne so, perché per ora non è stato specificato in modo preciso, un inceneritore che porta a 350 gradi qualsiasi sostanza venga immessa, ma non arriva ai 900 della combustione della sigaretta, espone l’attrezzo a essere usato in modo tristemente alternativo».

Il ministero della sanità può intervenire?
«In questi anni ho mandato molte lettere al ministero e all’Istituto superiore della sanità, ma purtroppo l’ignoranza è totale. Si parla di sigaretta elettronica senza neanche citare se è con o senza nicotina. Dovrebbero ascoltare le persone competenti mentre invece vanno dalle lobby. Io uso la sigaretta elettronica da quattro anni su pazienti che l’hanno sperimentata con successo. Ma il problema del fumo è che non si può smettere subito; il nostro è un lavoro quasi sciamanico: seguire il paziente e farlo innamorare dei nostri protocolli. La pecentuale di recidiva in chi smette dall’oggi al domani è  superiore al 95% mentre chi segue un percorso più morbido e assistito ha migliori risultati. E poi non vanno dimenticati i farmaci, anche se hanno delle controindicazioni. Ce n’era uno, per esempio, che faceva anche dimagrire. Pensi un po’ lei: smettere di fumare e dimagrire al contempo. L’hanno tolto dal commercio per gravi effetti collaterali. Insomma, smettere di fumare è davvero molto, molto difficile. E credo che questa nuova sigaretta elettronica sia uno strumento di morte».

 
 
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