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martedì 16 agosto 2022
 
 

La percezione della corruzione

03/12/2013  Dopo anni di peggioramento, l'indice di Transparency Italia posiziona il nostro Paese al 69° posto nel mondo.

Un piccolo miglioramento c'è stato: si tratta di capire se perché gli altri sono peggiorati o perché frutto di un reale cambio di rotta degli italiani. Il CPI è l'indice messo a punto da Transparency Italia per misurare la percezione della corruzione nel settore pubblico e politico in un determinato Paese: bene, quest'anno, dopo una discesa che pareva senza fine registrata negli anni scorsi, quest'anno l'Italia si posizione al 69° posto nel mondo con un punteggio di 43 su 100. Tre gradini scalati rispetto al precedente rilevamento. Quel che è certo, comunque si voglia leggere e interpretare questo dato, rimaniamo confinati nelle retrovie di questa particolare classifica, almeno in Europa: dietro di noi, al momento, soltanto Bulgaria e Grecia. Allo stesso livello della Romania. Chi è in testa? Ovviamente gli Stati del Nord Europa, a cominciare dalla Danimarca, seguita da Finalndia, Svezia e Norvegia. Analizzando i risultati dell'indagine su scala mondiale scopriamo anche che tra i più "virtuosi" c'è la Nuova Zelanda, mentre l'ultimo posto vede "a braccetto" Afghanistan, Corea del Nord e Somalia con un misero 8/100.

Secondo Maria Teresa Brassiolo, presidente di Transparency Italia, il risultato italiano si spiega anche alla luce "dei molti sforzi strutturali compiuti per migliorare la trasparenza e l'integrità del settore pubblico, a partire dal decreto 150 fino alla legge anticorruzione 190 e agli ultimi decreti sulla trasparenza e l'accesso civico. Il trend è maggiormente visibile dai dati del Global Corruption Barometer che ci ha portato almeno a pari merito con Francia e Germania, in taluni segmenti anche meglio. Naturalmente dobbiamo proseguire lo sforzo, ma il messaggio pare recepito. Resta l'uso disinvolto e spesso incompetente delle risorse pubbliche che creano debito, tasse e rabbia».

«La speranza - ribadisce il vicepresidente Virginio Carnevali - è che gli sforzi di Transparency Italia, la nuova legge anticorruzione e soprattutto la ferma presa di posizione del Papa risveglino le coscienze degli italiani».

Da queste premesse la promozione della nuova campagna "Svegliati!" con cui TI intende richiamare a un crescente sentimento civico gli italiani anche attraverso la diffusione di uno spot che sottrae la corruzione dal solo ambito economico e politico. «La corruzione - riprende Davide Del Monte, project officer dell'organizzazione - coinvolge tutti e ognuno deve sentirsi coinvolto nella lotta alla corruzione. Con questa campagna vogliamo parlare a tutti i cittadini, utilizzando un linguaggio diverso da quello a cui siamo abituati. È necessario rendere evidenti non solo cifre e numeri con molti zeri, ma anche i più piccoli e fastidiosi disagi causati dalla corruzione: le ore perse in coda nel traffico per lavori in corso che non finiscono mail, le interminabili attese per un esame sanitario, le inarrivabili cattedre universitarie occupate dalle stesse famiglie, i percorsi di carriera lavorativa basati sulle giuste conoscenze invece che sulle migliori competenze». 

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