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martedì 18 gennaio 2022
 
 

La pesca d’altura compie 40 mila anni

02/12/2011  La nuova teoria di un gruppo di scienziati australiani e giapponesi

La tradizione della pesca d'altura probabilmente ha radici più lontane di quanto si fosse finora supposto. E di parecchi millenni. Gli studi finora condotti sull'argomento avevano portato alla convinzione che questa tipologia di pesca si fosse affermata circa 5.000 anni fa: le nuove teorie, invece, la daterebbero intorno al 40.000 a.C. Un pool di scienziati australiani e giapponesi ha infatti colto nuovi elementi che lasciano intendere come il salto tecnologico indispensabile per passare dalla pesca nei tranquilli fondali bassi a quella off shore sia avvenuto in tempi decisamente antichi, addirittura preistorici. Fondamentale è stato il ritrovamento nel sito di Timor Est denominato Riparo Jerimalai di quelli che paiono essere a tutti gli effetti due ami preistorici insieme con resti di pesci che, a quanto si sa, vivevano in acque profonde. Proprio partendo dalle specie rinvenute gli studiosi hanno costruito la loro tesi. «È straordinario pensare che queste specie fossero pescate regolarmente già 40 mila anni fa. Questo richiede una tecnologia complessa e dimostra che l’essere umano anatomicamente moderno del Sud-est Asiatico possedeva abilità marittime avanzate». A ulteriore supporto della datazione delle pesca d'altura va ricordato anche un articolo apparso su Nature nel quale l'archeologo  Christopher Henshilwood dell'Università Witwatersrand di Johannesburg (Sudafrica) afferma che l'homo sapiens sbarcò in Australia 50.000 anni fa, motivo che induce a credere che fosse già padrone di una tecnica di pesca d'altura che gli avrebbe permesso di vivere tanto a lungo a bordo di imbarcazioni rudimentali in mare aperto.

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