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La possibilità per tutti i preti di assolvere dall’aborto procurato

26/01/2017 

In riferimento alla lettera apostolica Misericordia et misera, che stabilisce un passaggio molto significativo nel cammino di riforma spirituale della Chiesa iniziato da papa Francesco e nella quale si concede a tutti i preti la facoltà di assolvere il peccato di aborto, desidero esprimere una mia personale rifl€essione, fermo restando che l’aborto è un delitto. Nello Stato di diritto civile il feto appena concepito dovrebbe godere già dei propri diritti e, parlando di aborto, si potrebbe ipotizzare una responsabilità penale con le relative conseguenze. La Chiesa con infinita misericordia ha perdonato e perdona tanti scandali: ci si chiede, allora, perché non perdonare l’aborto, quando il responsabile si presenta pentito davanti a Dio? Penso poi allo scandalo che possiamo fare alla gente con il nostro atteggiamento, con le nostre abitudini. La beata Chiara Luce Badano ci dice: «Io non devo dire di Gesù, ma devo dare Gesù con il mio comportamento, servizio, modestia, umiltà e concretezza, sono queste le parole chiave di ogni cristiano». Quello che manca oggi è il codice morale personale, tutti sappiamo confezionarci l’abito che desideriamo ma rifiutiamo di autoprocessarci. Parliamo di meno e testimoniamo di più.

ANTONIO CHIARIELLO Giugliano (Na)

È bene rileggere assieme le parole del Papa nella lettera apostolica Misericordia et misera (n. 12). Francesco ha deciso di estendere a tutti i sacerdoti, oltre il periodo del Giubileo, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto. Il Papa però precisa: «Vorrei ribadire con tutte le mie forze che l’aborto è un grave peccato, perché pone fine a una vita innocente. Con altrettanta forza, tuttavia, posso e devo affermare che non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e distruggere quando trova un cuore pentito che chiede di riconciliarsi con il Padre. Ogni sacerdote, pertanto, si faccia guida, sostegno e conforto nell’accompagnare i penitenti in questo cammino di speciale riconciliazione». La misericordia di Dio, che si serve della Chiesa e dei suoi ministri, è infinita e può raggiungere tutti. Tuttavia, è bene rendersi conto del male fatto, compiendo un corrispondente cammino di riconciliazione, guidati e confortati da un sacerdote. Spesso succede che proprio chi è caduto in un grave peccato ed è stato risollevato dalla misericordia di Dio, acquisti maggiore sensibilità e diventi testimone del Vangelo, come ci esorta la beata Chiara Luce Badano. A proposito delle donne che hanno abortito (ricordando che spesso sono le meno colpevoli), ecco le belle parole di Giovanni Paolo II: «Apritevi con umiltà e fiducia al pentimento: il Padre di ogni misericordia vi aspetta per offrirvi il suo perdono e la sua pace nel sacramento della Riconciliazione. Allo stesso Padre e alla sua misericordia potete affidare con speranza il vostro bambino. Aiutate dal consiglio e dalla vicinanza di persone amiche e competenti, potrete essere con la vostra sofferta testimonianza tra i più eloquenti difensori del diritto di tutti alla vita. Attraverso il vostro impegno per la vita, coronato eventualmente dalla nascita di nuove creature ed esercitato con l’accoglienza e l’attenzione verso chi è più bisognoso di vicinanza, sarete artefici di un nuovo modo di guardare alla vita dell’uomo» (Evangelium vitae n. 99).

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