logo san paolo
lunedì 06 dicembre 2021
 
VATICANO
 

La prima volta di Mattarella da Francesco

18/04/2015  Pacato, cordiale, ma visibilmente emozionato, l'incontro tra il presidente della Repubblica e il pontefice basato sulle questioni centrali dello sviluppo del Paese, dall'economia all'immigrazione.

Papa Francesco con il presidente Mattarella (Ansa).
Papa Francesco con il presidente Mattarella (Ansa).

Padre Georg, saluta gioviale i giornalisti: "Ci vediamo su fra un po’”, ci dice sorridente. La banda musicale Pontificia è già schierata nel cortile d’onore di San Damaso, all’interno del Palazzo Apostolico. Anche i gentiluomini di Sua Santità attendono il Capo dello Stato italiano nella loro uniforme di gala. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella arriva con qualche minuti d'anticipo all'incontro con papa Francesco. E’ pacato, come sempre, ma visibilmente emozionato. La sua prima volta in Vaticano si apre con l'Inno nazionale. Sergio Mattarella attraversa poi le stanze della Seconda Loggia, ammantate dai capolavori di Raffaello, per recarsi nella sala della Biblioteca dove si tiene il colloquio privato. Cordiale e discreto come sempre, accompagnato dal ministro degli esteri Gentiloni e da un nutrito seguito. Stringe le mani, anche quelle di noi giornalisti.

Papa Francesco, sorridente, gli si fa incontro appena prima dell'ingresso in biblioteca, nella cosiddetta Sala del Tronetto. Ad accompagnare il presidente Mattarella c’è la figlia Laura, impeccabile nel suo tailleur nero, con i nipoti, figli di Laura,  Manfredi, Maria Chiara e Costanza e gl altri due Sergio e Piergiorgio. Dopo il colloquio privato, durato 25 minuti, Mattarella e Papa Francesco si intrattengono per altri 15 minuti per i discorsi ufficiali. Il dramma della disoccupazione, quello dell'immigrazione, il problema dell'ambiente, le questioni poste da Expo sulla fame nel pianeta. Discorsi a tutto campo che, come dice Papa Francesco, mettono in evidenza il fatto che " la reciproca autonomia di Stato e Chiesa esalta la comune responsabilità per l'essere umano". Mattarella ricorda che il magistero di Papa Francesco, pur essendo universale, interpella da vicino la società italiana: “Sentiamo il Papa particolarmente vicino. Da Lampedusa a Napoli, delle difficoltà dell'Italia, il palazzo apostolico rivela tutta la sua bellezza" E parla dell'anno santo, "Un annod ella misericordia che mette insieme giustizia e solidarietà, insieme con la pace".

E mentre Sergio Mattarella è impegnato in un colloquio privato con il segretario di Stato Piero Parolin, il nutrito seguito presidenziale gode dei tesori artistici delle stanze della Seconda e Prima Loggia, della cappella Paolina accompagnati da padre Georg Gaenswein e da Guillerm Karchaer, del protocollo della segreteria di Stato. Nei corridoi che conducono alla sala Regia le guardie svizzere depongono le alabarde, che impugnano solo in presenza del Papa. Il corpo diplomatico è invece schierato in grande stile, in attesa del saluto del segretario di Stato Parolin alla presenza di Mattarella. A vigilare su tutto Angelo Scelzo, vicedirettore della sala stampa e padre Lombardi, reduce da un intervento all’anca. "Finalmente risorto!", lo saluta allargando le braccia il Papa. 
Poi, dopo il discorso di Parolin, ancora l'ultima tappa in basilica, ai piedi della cappella del Santisismo dove il presidente si inginocchia prima di esser salutato dalle bande musicali di nuovo schierate per l'inno pontificio. Entrato dall'arco delel campane il presidente saluta sotto la scalinata di San Pietro, privilegio cncesso soltanto al presidente della repubblica italiano.

Multimedia
La mattinata di Mattarella in Vaticano
Correlati
 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo