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mercoledì 22 maggio 2024
 
iraq
 

La profezia sbagliata dell'ineffabile Tony Blair

06/07/2016  Il rapporto Chilcot, l'opinione pubblica mondiale e l'evidenza lo condannano ma lui continua a giustificare l'intervento anglo-americano in Iraq. davvero il mondo è un posto migliore senza Saddam Hussein?

“Andare in guerra in Iraq è stata la decisione più dolorosa che io abbia mai preso” dice Tony Blair dopo la pubblicazione del rapporto Chilcot, secondo il quale Usa e Inghilterra “minarono la credibilità dell’Onu” e andarono in guerra senza alcuna necessità imminente di intervenire in Iraq. "Ma il mondo è un posto migliore senza Saddam Hussein", ha aggiunto. Blair ha sempre ostentato la sua proverbiale indole sorridente anche dopo il conflitto, quando le conseguenze di quell'atto erano apparse subito devastanti. Davvero il mondo è un posto migliore senza Saddam Hussein? L’intervento anglo americano ha fatto milioni di morti, prevalentemente civili, uomini, donne, vecchi e tanti, tanti bambini. In Iraq c’è quasi un attentato al giorno dal 2003, il Medio Oriente è completamente destabilizzato e il vuoto di potere in Iraq ha creato le condizioni per la nascita del Califfato islamico. L’orrore che è entrato nelle case degli italiani a Dacca parte da lì, da quella guerra.

Negare che la guerra in Iraq sia stata la causa del conflitto che sta devastando il Medio Oriente come fa Blair è piuttosto ipocrita, come le “armi di distruzione di massa” di Saddam presentate al cospetto dell’Onu e presentate come “pistola fumante” per giustificare la “guerra preventiva”. Sia George W. Bush sia Tony Blair si sono sempre professati ferventi cattolici ma non hanno in alcun modo ascoltato la voce di Giovanni Paolo II, che fece di tutto per evitare il conflitto, ingaggiando tra l’altro un’azione diplomatica senza risparmio, ricevendo uomini di governo, lanciando appelli e ammonimenti (“la guerra è un’avventura senza ritorno”), inviando il cardinale Etchegaray a Baghdad e il cardinale Pio Laghi a Washington, pregando, supplicando, implorando, raccomandando il digiuno. Ma non è servito a nulla. Se andiamo a  rileggere le cronache di quei mesi che fecero da preludio alla guerra ritroviamo solo certezze incrollabili da parte dell'allora inquilino di Downing Street.

Per Blair che andò avanti in virtù di quella "special relationship" con gli Stati Uniti che lo rese indifferente di fronte alle dimissioni di due suoi ministri, Clara Short e Robin Cook, “il sangue delle vittime militari e civili servirà a far germogliare il Paese in un futuro di pace, salverà decine di migliaia di vite umane dalla fame, dalle malattie, dalle torture e dalle esecuzioni capitali. Quanto si sia avverata la sua profezia è sotto gli occhi di tutti.  

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