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sabato 11 luglio 2020
 
Negli USA
 

La rabbia di Minneapolis per la morte di George Floyd

27/05/2020  Un video ha filmato la brutale uccisione di uomo afroamericano da parte della polizia. Licenziati i quattro agenti, che ora potrebbero essere incriminati per omicidio, ma la rivolta degli abitanti provoca incendi e saccheggi.Il sindaco di Minneapolis dichiara lo stato di emergenza. Schierati 500 uomini della Guardia Nazionale . Tweet delirante di Trump.

Esplode ancora la rabbia dei neri d’America contro i soprusi della polizia nei loro confronti. Questa volta la rivolta scoppia a Minneapolis, dove una pattuglia di polizia ha fermato e ucciso George Floyd, un uomo di 46 anni che gli agenti sospettavano sotto l’effetto di stupefacenti. Giunti sul posto, i poliziotti hanno intimato all'uomo di scendere dalla vettura, ma questo avrebbe cominciato ad opporre resistenza. La morte di Floyd è avvenuta per soffocamento. Un agente, Derek Chauvin, 44 anni, ha bloccato l’uomo a terra a pancia in giù accanto all’auto della polizia, lo ha ammanettato, poi ha tenuto premuto il suo ginocchio sinistro sul collo di Floyd. “Lasciatemi, non riesco a respirare”, sono le ultime parole di Floyd. La scena è stata filmata da alcuni passanti che chiedevano ai poliziotti di lasciar respirare Floyd. Ma Chauvin e i suoi colleghi, con un atteggiamento più da bulli che da poliziotti, hanno lasciato morire l’uomo.

I quattro poliziotti coinvolti nell’omicidio sono stati prima sospesi e poi licenziati. "Questa è la decisione più giusta", ha detto il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey. "Quello che ho visto è terribile. Quell'uomo non avrebbe dovuto morire. Essere un nero in America non dovrebbe essere una sentenza di morte", ha aggiunto il sindaco.

La diffusione del video della morte di Floyd ha provocato proteste e manifestazioni che sono degenate in atti di violenza e vandalismo.  Le frange pià violente dei dimostranti hanno assalito centri commerciali, dato fuoco alle auto parcheggiate in strada, ingaggiando scontri con lla polizia.  É stata presa d'assalto anche una stazione di polizia. Il sindaco di Minneapolis ha dichiarato lo stato di emergenza, mentre sono stati mandati nelle starde 500 uomini della Guardia Nazionale. Il giornalista della CNN Oscar Jimenez è stato arrestato in diretta, mentre  venerdì mattina trasmetteva dal luogo delle manifestazioni. PIà tardi è stato rilasciato con le scuse del governatore Walz, ma si tratta di un episodio grave e inaudito che rende l'idea del clima avvelenato che si sta respirando in America in questo momento.

I disordini sono stati condannati dal presidente Trump che su Twitter, come è solito fare, ha attaccato il simdaco di Minneapolis dandogli dell'incapace e bollandolo come un politico di estrema sinistra.Trump ha scritto che  "quando inizia il saccheggio si comincia a sparare", Il tweet è stato segnalato da Twitter come un incitamento alla violenza. Intanto la protesta si allarga ad altre cittò degli Stati Uniti, come New York, San Francisco, Chiacgo e Denver. Uno degli slogan della protesta è "I cant't breathe", non posso respirare, le ultime parole promunciate da George Floyd prima di morire soffocato.

 

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