logo san paolo
lunedì 17 gennaio 2022
 
L'anniversario di Radio e TV
 

La Rai si mette in mostra

04/03/2014  Novanta anni di radio e sessanta anni di televisione. Il 2014 è un anno di anniversari importanti. Li celebra una mostra al Complesso del Vittoriano di Roma che resterà aperta fino al 30 marzo. Dal 29 aprile si sposterà, fino al 15 giugno, alla Triennale di Milano.

Una foto storica della Carrà.
Una foto storica della Carrà.

Novanta anni di radio e sessanta anni di televisione. Il 2014 è un anno di anniversari importanti per la Rai. Li celebra una mostra che si è aperta il 31 gennaio al Complesso del Vittoriano di Roma. Resterà aperta fino al 30 marzo. Dal 29 aprile si sposterà, fino al 15 giugno, alla Triennale di Milano. La mostra si intitola La Rai racconta l’Italia e girando per le sale del Vittoriano ci si rende conto che è stato proprio così.

Nella storia della Rai c’è anche quella del nostro Paese: grandi e piccoli eventi, tragedie e trionfi sportivi, momenti di svago e approfondimenti culturali che hanno contributo a creare l’immaginario collettivo di milioni di italiani. La mostra, curata da Costanza Esclapon, Alessandro Nicosia e Barbara Scaramucci, accoglie i visitatori con una sontuosa raccolta di abiti di scena indossati da grandi nomi del varietà televisivo come Mina e Raffaella Carrà.

Poi ci sono sale tematiche dedicate alla politica, allo sport, alla scienza, all’economia, alla società, alla cultura e all’informazione. Ogni sezione è introdotta da un video che introduce il tema. Il ruolo di anfitrioni spetta a personaggi come Sergio Zavoli, Bruno Vespa, Bruno Pizzul, Piero Angela, Andrea Camilleri, Piero Badaloni, Emilio Ravel, Arnaldo Plateroti e Marcello Sorgi. “Sono tappe che fanno riflettere, ma soprattutto sono l’occasione per guardare al presente e al futuro per capire dove oggi è necessario intervenire, quali azioni attivare per essere un servizio pubblico utile, affidabile, capace di creare valore per i cittadini”, dice la presidente della Rai, Anna Maria Tarantola.      

Patty Pravo in una lontana esibizione.
Patty Pravo in una lontana esibizione.

Il materiale audiovisivo è ricchissimo: filmati, telegiornali, annunci, servizi, tribune politiche. Vario anche il materiale di archivio: foto, lettere, testi, copioni, le note di servizio dell’Eiar fascista (quando si imponeva l’uso del “voi” e alla radio non si poteva parlare di “caffè”).

Molto bella la sala dedicata alla radio, con cimeli come una radio a galena, vecchi transistor, i microfoni Eiar. Qui si possono anche ascoltare brani eseguiti dalla Orchestre della Rai negli anni Sessanta e Settanta, con la direzione di maestri come Abbado e Giulini. Ci sono poi le prime telecamere, i microfoni a giraffa, vecchissimi televisori ancora funzionanti, una delle moto che negli anni Settanta seguiva le corse ciclistiche con le telecamere mobili. Ogni sala delle mostra è impreziosita da alcune delle opere d’arte della ricca collezione Rai. Si ammirano così opere di artisti come Guttuso, De Chirico, Cagli, Casorati, Mafai, Turcato e Vedova.

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo