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La regina Beatrice si è "rottamata"

31/01/2013  Ha scelto i 75 anni di età e i 200 della monarchia nazionale olandese per abdicare a favore del figlio Guglielmo Alessandro, primo maschio sul trono dal 1890.

Beatrice d'Olanda mentre annuncia l'abdicazione in tivù (foto Corbis. Quella di copertina è Reuter).
Beatrice d'Olanda mentre annuncia l'abdicazione in tivù (foto Corbis. Quella di copertina è Reuter).

    "Non abdico perché la funzione è troppo pesante, ma perché sono convinta di doverla trasmettere a una nuova generazione", sono state le parole con le quali la regina Beatrice d'Olanda ha annunciato in tivù la propria abdicazione, tre giorni prima di compiere, il 31 gennaio, 75 anni, e nel 2013 che celebra il bicentenario della monarchia nazionale dei Paesi Bassi. Parole sagge e calme con le quali si è "rottamata" da sè, visto che nessuna l'avrebbe mai mandata via. E con le quali ha continuato una tradizione già della madre, la regina Giuliana, che le aveva lasciato il posto nel 1980, e della nonna regina Guglielmina, che nel 1948 aveva affidato le redini del regno alla figlia.

    Dopo un lunghissimo periodo di regno al femminile, dal 1890 a oggi, il 30 aprile il titolo di re toccherà a Guglielmo Alessandro, figlio primogenito di Beatrice. In quel giorno si festeggia la Giornata della regina e il nuovo sovrano avrà la sua investitura, perché in Olanda non si parla di incoronazione. Accanto a lui, la bella e solare moglie argentina Maxima assumerà il titolo di regina. Ma regina consorte.

    La successione appare senza scosse: ben l'86 per cento degli olandesi l'approva. Come un avveduto capo di Stato a termine, Beatrice deve aver pensato che i mutamenti politici e sociali vadano accompagnati con una monarchia più giovane, e già popolare. Oltre al fatto che la regina ha un doloroso compito di madre al quale intende dedicare più tempo: assistere il figlio secondogenito Friso, che da un anno giace in coma dopo essere stato travolto da una valanga in Austria durante una vacanza.

Il matrimonio tra Beatrice d'Olanda e Claus von Amsberg, il 10 marzo 1966 (foto Corbis).
Il matrimonio tra Beatrice d'Olanda e Claus von Amsberg, il 10 marzo 1966 (foto Corbis).

Voleva che la chiamassero Maestà

Come la sua "collega" Elisabetta II d'Inghilterra, Beatrice è stata una regina molto apprezzata per l'impegno e la capacità di lavoro. Benché avesse pochi poteri sul fronte interno, in campo internazionale è stata una buona rappresentante e promotrice del "sistema Olanda", partecipando a ben 54 visite di Stato. Ha avuto uno stile moderno e tradizionalista al tempo stesso. Ha reintrodotto l'appellativo "Maestà", con la quale doveva chiamarla chiunque si rivolgesse a lei, dopo che la madre Giuliana l'aveva abolito per un più borghese"Signora". Dal giorno della sua nomina, ai media olandesi è stato proibito di riportare virgolettati della regina, per evitare speculazioni politiche sulle sue parole. Più sfarzosa che elegante, è stata a volte criticata per il lusso di dimore e feste. D'altronde, Beatrice d'Olanda è anche una delle donne più ricche del mondo, con un patrimonio che nel 2005 era stimato intorno ai 4,7 miliardi di dollari.

Essendo nata nel 1938, due anni prima dell'invasione nazista dell'Olanda, nel 1940 seguì tutta la famiglia reale nell'espatrio prima nel Regno Unito e poi in Canada, da dove l'allora regina Guglielmina rappresentò un simbolo per la resistenza del popolo olandese contro l'occupazione dei nazisti. E proprio le ferite ancora recenti della guerra provocarono un ampio fronte di malcontento quando, nel 1965, la giovane principessa Beatrice annunciò il fidanzamento con un diplomatico tedesco, Claus von Alsberg, che era stato membro della Gioventù hitleriana e della Wermacht. Scontento che sfociò in una manifestazione di massa il giorno delle nozze, il 10 marzo 1966, con incidenti tra manifestanti e polizia. Anche la sua ascesa al trono, il 30 aprile 1980, fu un'occasione per proteste dai contorni violenti.  Ma il più tragico degli avvenimenti nella vita pubblica della regina dei Paesi Bassi avvenne il 30 aprile 2009 ad Apeldoon, quando un uomo lanciò la sua auto a tutta velocità sul corteo reale e provocò alcune vittime. Beatrice, Guglielmo Alessandro e la moglie Maxima rimasero illesi, ma la sovrana annullò tutte le celebrazioni in segno di lutto.

La regina Beatrice d'Olanda (foto Ansa).
La regina Beatrice d'Olanda (foto Ansa).

    E' una caratteristica dell'attuale famiglia reale olandese, quella di saper suscitare benevolenza e affetto dopo una partenza avversa. Il principe consorte Claus, così osteggiato al suo arrivo dal Paese che aveva generato gli occupatori nazisti, divenne col tempo una delle figure più amate della casa reale e la sua morte, nel 2002, fu salutata con commozione vera. Anche perché era stata preceduta da un decennio di malattie sempre più invalidanti.

    Il futuro re Guglielmo Alessandro, oggi 45enne, da giovane era soprannominato "Prins Pils" (principe birretta) per la sua passione per le bevute, e le sue intemperanze preoccupavano non poco la madre. Anche quando mise la testa a partito, sposando nel 2002 l'incantevole argentina Maxima Zorreguieta, con quel matrimonio suscitò un mare di polemiche. Non perché la sposa fosse borghese e cattolica, ma perché si scoprì che il padre di lei, Jorge, era stato un membro del sanguinario regime militare di Videla, il dittatore che aveva oppresso l'Argentina dal 1976 al 1983. Per evitare problemi diplomatici e proteste, i consuoceri di Beatrice non parteciparono al matrimonio della figlia, così come non saranno presenti il prossimo 30 aprile per l'ascesa al trono del genero.

    Tuttavia, sia Guglielmo Alessandro sia la moglie Maxima si sono costruiti un ampio consenso. Lui si è fatto una fama di governante equilibrato e preparato, lei illumina la casata di un glamour radioso e spontaneo. Senza tralasciare che la coppia ha già messo al mondo tre figlie, Catharina Amalia, Alexia e Ariane. Quindi, il re Gugliemo Alessandro rappresenterà un interregno maschile: quando verrà il suo momento di cedere il posto, il Regno dei Paesi Bassi vedrà di nuovo sul trono una donna.

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