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sabato 25 settembre 2021
 
Il messaggio del Papa
 

«La ricchezza sia al servizio dell’umanità»

22/01/2014  Il messaggio del Papa al Forum economico mondiale, in corso a Davos, in Svizzera, fino al 25 gennaio.Il pontefice chiede di salvaguardare la dignità dell'uomo e il bene comune, per sostenere gli affamati e i profughi. Per questo è necessario che l'orizzonte dell'economia non sia solo il mercato.

No a  un'economia dispotica, che governa il mondo lasciandosi guidare solo dalla logica del massimo profitto,  incurante della povertà,  dell'esclusione sociale e delle ingiustizie che genera in molte parti del pianeta.  Papa Francesco ha inviato un articolato messaggio a quanti (miliardari, business men, politici, esperti finanziari) partecipano al Forum economico mondiale, in corso a Davos, in Svizzera, fino al 25 gennaio. Nel documento pontificio - indirizzato al presidente esecutivo del Forum, Klaus Schwab e letto dal cardinale  Peter Kodwo Appiah Turkson, responsabile del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace - il Papa auspica che l’incontro diventi «occasione per una più approfondita riflessione sulle cause della crisi economica» nel mondo.



Papa Francesco. Foto Reuters.
Papa Francesco. Foto Reuters.

Per molte persone, la povertà è stata ridotta, ma ciò non basta perché persiste ancora «una diffusa esclusione sociale»:  il messaggio del Papa comincia così, sottolineando come ancora oggi, «la maggior parte di uomini e donne continua a vivere ancora una quotidiana precarietà, con conseguenze spesso drammatiche». La politica e l’economia devono, allora, lavorare alla promozione di «un approccio inclusivo che tenga in considerazione la dignità di ogni persona umana ed il bene comune».

«Non si può tollerare – scrive poi il Pontefice – che migliaia di persone muoiano ogni giorno di fame, pur essendo disponibili ingenti quantità di cibo che spesso vengono semplicemente sprecate». Allo stesso modo, il Papa sottolinea che «non possono lasciare indifferenti i numerosi profughi in cerca di condizioni di vita minimamente degne, che non solo non trovano accoglienza, ma non di rado vanno incontro alla morte in viaggi disumani».

Un'immaginne della quarantaquattresima edizione del Forum economico mondiale, a Davos, in Svizzera. Foto Reuters.
Un'immaginne della quarantaquattresima edizione del Forum economico mondiale, a Davos, in Svizzera. Foto Reuters.

«Sono consapevole che queste parole sono forti, persino drammatiche – chiosa  il Papa – tuttavia esse intendono sottolineare, ma anche sfidare» la capacità del Forum di fare la differenza. Quello che occorre, ribadisce il Pontefice, è «un senso di responsabilità rinnovato, profondo ed esteso da parte di tutti”, per “servire con più efficacia il bene comune e rendere i beni di questo mondo più accessibili per tutti».  Facendo sue le parole di Benedetto XVI nella Caritas in veritate, Papa Francesco sottolinea poi che l’equità non deve essere solo economica, bensì deve basarsi su una “visione trascendente della persona”, in modo che si possa ottenere “una più equa distribuzione delle ricchezze, la creazione di opportunità di lavoro e una promozione integrale dei poveri che superi il mero assistenzialismo”.

Il messaggio del Pontefice si conclude con un appello forte: «Vi chiedo – scrive – di fare in modo che la ricchezza sia al servizio dell’umanità e non la governi», nell’ottica di «un’etica veramente umana», portata avanti da persone «di grande onestà ed integrità», guidate da «alti ideali di giustizia, generosità e preoccupazione per l’autentico sviluppo della famiglia umana».

Giunto alla sua quarantaquattresima edizione, il Forum di Davos registra quest’anno circa 2.500 partecipanti, tra cui circa 40 Capi di Stato e di Governo. Ci sono anche il Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, e il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi. Presenti inoltre numerose Ong e diversi rappresentanti religiosi, cristiani, ebrei e musulmani. Per la Chiesa cattolica, oltre al cardinale Turkson, si segnalano i cardinali  John Onayekan, arcivescovo di Abuja, in Nigeria, e Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, nelle Filippine, oltre all’arcivescovo di Dublino, monsignor Diarmuid Martin.

Un povero senza fissa dimora, in Spagna. Foto Reuters.
Un povero senza fissa dimora, in Spagna. Foto Reuters.

Ottantacinque persone messe insieme hanno gli stessi soldi di tre miliardi e mezzo di persone messe insieme. E' il dato che riflette lo spaventoso e crescente divario tra ricchi e poveri sul nostro pianeta. L'ha calcolato l'Oxfam, un'Organizzazione non governativa britannica, per presentarla ai leader del mondo che riuniti a Davos per l'annuale convegno economico: un modo di ricordare ai più potenti (e spesso più ricchi) uomini e donne della terra che occorre fare qualcosa per arrestare il divario di reddito tra una minuscola elite e la stragrande maggioranza della gente.

 
 
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