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domenica 22 maggio 2022
 
GRANDE MOBILITAZIONE
 

La Sicilia festeggia Pasqua vaccinando in parrocchia

02/04/2021 

La Pasqua come data simbolica di rinascita dal Covid. Il 3 aprile, Sabato Santo, le chiese siciliane hanno aderito alla campagna di vaccinazione aprendo li propri spazi ai fedeli registrati  Quasi sei mila (per la precisione: 5867) le adesioni raccolte e 300 le parrocchie coinvolte. A Palermo, la città capoluogo, anche la Cattedrale ha annunicato di tenere aperte le porte alla vaccinazione  accogliendo per tutto il giorno anziani, arrivati in coppia, o accompagnati da un figlio o un parente. Una giornata straordinaria di vaccinazione – dalle 8 alle 18,30 - pubblicizzata durante la Domenica delle Palme e organizzata nei giorni successivi raccogliendo le prenotazioni e distribuendo ai fedeli i moduli di adesione per la campagna vaccinale.

Il Protocollo tra la Conferenza episcoplae sicilia (Cesi) e Regione Siciliana - che potrebbe essere ampliato con nuove giornate straordinarie di vaccinazione - ha previsto la possibilità di raccogliere adesioni soltanto di persone in buona salute nella fascia di età tra  69 e 79 anni. Il vaccino somministrato è l’AstraZeneca e ad inoculare le dosi è stato il personale medico sanitario.  “Già all’inizio di questa emergenza Covid – dice monsignor Salvatore Gristina, arcivescovo di Catania e Presidente della Conferenza episcopale siciliana - abbiamo aperto i locali delle parrocchie per venire incontro alle esigenze delle comunità, a partire dai ragazzi delle scuole. Questo protocollo con l’Assessorato alla Salute della Regione è nato in sintonia con la disponibilità manifestata dal cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), di mettere a disposizione per le vaccinazioni luoghi non liturgici. Come Pastori delle Chiese di Sicilia abbiamo voluto dare un messaggio di speranza e, al tempo stesso, creare un’occasione di prossimità e di solidarietà nei confronti delle persone più fragili: gli anziani e chi vive nelle periferie della nostra terra, a cominciare dai piccoli paesi, dove coloro che devono fare la profilassi sono costretti diversamente a spostarsi per decine di chilometri”.  

 
 
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