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martedì 05 luglio 2022
 
Il Teologo
 

«La traduzione della Cei del brano di Mosè al roveto non è esatta»

20/03/2019 

M. GABRIELLA L. Nel brano della vocazione di Mosè, quando egli vede il roveto che non brucia, la traduzione della Cei non è fedele; infatti in Es 3,3 leggiamo: «Voglio avvicinarmi a osservare questo grande spettacolo», mentre nell’originale ebraico c’è un verbo che significa “scostarsi, allontanarsi”.

In effetti il verbo ebraico sûr che la Cei traduce con “avvicinare”, letteralmente significa “deviare”, “andare via (dalla strada prevista)”; nel nostro caso però l’azione descritta non implica un allontanamento dal roveto (segno della presenza di Dio), ma una deviazione dalla strada che Mosè stava percorrendo. Dovremmo immaginare questa scena: preso dalla curiosità di osservare più da vicino questo fatto straordinario, egli lascia la direzione che seguiva con il gregge al pascolo e decide di deviare verso il roveto. La Cei preferisce semplificare e indicare il risultato finale di questa deviazione, cioè l’avvicinamento al roveto. La stessa cosa avviene al v. 4 («Il Signore vide che si era avvicinato [di nuovo il verbo sûr] per guardare»), mentre al v. 5 c’è il verbo qarab che viene tradotto fedelmente («Non avvicinarti oltre!»).

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