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sabato 04 dicembre 2021
 
la tragedia
 

Il disastro inaccettabile di Lodi

06/02/2020  La lista degli incidenti ferroviari non risparmia nemmeno la linea più moderna, la "metropolitana d'Italia" che collega Nord e Sud del Paese. Non si tratta di cause imponderabili ma di un errore umano che non avrebbe dovuto accadere per nessuna ragione

Ci sono cose che non dovrebbero mai succedere. Semplicemente. Perché in gioco, nel gioco mortale dell’incidente del treno Frecciarossa Av 9595 Milano-Salerno deragliato sulla linea alta velocità nei pressi di Livraga, in provincia di Lodi, l’imponderabilità del caso non c’entra, non c’entra nulla. Ci sono due vittime, entrambi ferrovieri, e 27 feriti. Poteva essere una carneficina, ma due morti sono inaccettabili in un Paese progredito come il nostro. Pagano probabilmente l’errore singolo o più probabilmente collettivo, la sciatteria di un impianto che non ha funzionato, di una manutenzione non effettuata o fatta male, di un controllo trascurato. Paga l’errore umano.

Come è possibile, come è stato possibile che la motrice del convoglio della “metropolitana d’Italia”, la Linea ad Alta Velocità tra le più avanzate d’Europa, possa essere stata soggetta a una tragedia del genere? Mentre stanno per sbarcare in Italia i treni a tecnologia hyperloop in grado di percorrere distanze a oltre mille chilometri orari, noi ancora non siamo in grado di garantire la sicurezza della nostra rete ferroviaria, con dolore di pianti e lutti inaccettabili. Secondo le prime informazioni lo 'sviamento' del treno sarebbe avvenuto in corrispondenza di uno scambio, dove proprio la scorsa notte, o nella tarda serata di ieri, sarebbe stato sostituito un 'deviatoio', ovvero un pezzo dello scambio stesso. I lavori di hanno riguardato soltanto la manutenzione dell'azionamento dello scambio, mentre non sarebbe stato toccato nulla rispetto al binario. L’Italia ha una lunga, troppo lunga lista di incidenti ferroviari che hanno insanguinato la sua storia. Nessuna fascia è mai stata risparmiata, dall’Alta velocità ai treni per pendolari, come nell’incidente del 12 luglio 2016 nelle campagne tra la stazione di Andria e la stazione di Corato, al chilometro 51 del binario unico Bari-Barletta. Una lista inaccettabile. 

 
 
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