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lunedì 15 agosto 2022
 
 

La vera questione morale: l'evasione

26/08/2011  L'evasione fiscale significa, parlando da cristiani, rifiuto dell’amore fraterno, della solidarietà, della presa di coscienza dei doveri di tutti verso la comunità in cui si vive.

Questo editoriale è stato scritto, nella sostanza e nei princìpi valutativi della realtà, da Benedetto XVI, dal cardinale Angelo Bagnasco e da Giorgio Napolitano. Ciascuno nel proprio ruolo, hanno parlato nei medesimi giorni, a Madrid per la Giornata mondiale della gioventù e a Rimini per il Meeting di Cl, alla generazione che della crisi economica appare sempre più chiaramente la vittima designata nel futuro, prossimo e lontano.

Con toni diversi, il Papa, il presidente della Cei e il capo dello Stato hanno prosciugato la materia complicata di una tempesta da incubo, condensandola in una sintesi perfetta, che vorremmo fosse utilizzata al meglio nell’attuale dibattito parlamentare sulla Manovra, per tanti aspetti discutibile, proposta dal Governo. Si tratta di una “questione morale” nell’ambito di un’economia che sta passando da una illusoria sistemazione post-ideologica su un vago modello liberista, a una mondializzazione in cui una totale assenza di etica delega alla finanza il compito di regolare un sistema che, in realtà, non conosce altre regole che la tutela di interessi particolari, spacciati per fini ultimi della democrazia.

Una “questione morale” che in quanto universale tocca i comportamenti di ciascuno di noi, e diventa “angosciante” soprattutto quando condanna quel fenomeno che si chiama “evasione fiscale”, ma che significa, parlando da cristiani, rifiuto dell’amore fraterno, della solidarietà, della presa di coscienza di doveri di tutti verso la comunità in cui si è chiamati a vivere.

In un libro poco letto quando sarebbe stato utile farlo, Giustizia senza limiti (pubblicato in Italia nel 2003 da Bollati-Boringhieri), l’analista sociale Serge Latouche lo scrive senza mezzi termini: «La pretesa deontologia degli affari e l’etica del mercato sono una truffa. Tutti i colpi sono utilizzati quando sono in gioco i soldi: il dumping, la manipolazione dei prezzi, lo spionaggio industriale, le Opa selvagge, le stock options, il ricorso ai paradisi fiscali (le isole Cayman ospitano 25 mila società).

I sudditi imitano i signori: la frode fiscale diventa uno sport generalizzato». E così via. In Italia, i soliti radicali chiamano gli ingenui a raccolta su Facebook per condannare i “privilegi della Chiesa” che non paga le tasse, come l’Ici, per le sue “imprese”. Peccato che proprio le Caritas offrano ogni giorno gratis un po’ di cibo a pranzo e a cena ai “padri separati” o divorziati che non ce la fanno più, ultime vittime di quella strategia per lo sradicamento della famiglia che tante “battaglie civili” radicali hanno utilizzato e continuano a utilizzare nella sfortunata Italia dei digiuni pannelliani.

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