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SANTA MARTA
 

Il Papa: la verità non si negozia, basta con il "fin qui posso, da lì in poi no"

24/02/2017  Bisogna essere giusti nella misericordia, ha detto Francesco nell'omelia della Messa mattutina. Bergoglio è partito dalla domanda fatta a Gesù: «E’ lecito per un marito ripudiare la propria moglie?».

Bisogna uscire dalla logica della casistica, ovvero del "fin qui posso, da lì in poi no". Anticamera dell'ipocrisia. Nel cammino del cristiano la verità non si negozia, ma occorre essere giusti nella misericordia, come ci ha insegnato Gesù. E’ quanto affermato dal Papa nella Messa mattutina a Casa Santa Marta mettendo in guardia dall’inganno di una fede che si misura con il bilancino. Un procedere con il freno a mano tirato. Jorge Mario Bergoglio è partito dalla domanda fatta al Signore: “E’ lecito per un marito ripudiare la propria moglie?”.

E’ la domanda che nel Vangelo odierno di Marco i dottori della Legge, che seguono Gesù durante la predicazione in Giudea, gli rivolgono. Il Messia non cede alla logica casistica spiegando sempre la verità Lo fanno per metterlo ancora una volta “alla prova”, osserva Francesco nel resoconto fatto da Gabriella Ceraso per Radio Vaticana. Dalla risposta data da Gesù il Papa trae spunto per spiegare cosa conta di più nella fede: “Gesù non risponde se sia lecito o non è lecito; non entra nella loro logica casistica. Perché loro pensavano soltanto alla fede in termini di ‘si può’ o ‘non si può’, fino a dove si può, fino a dove non si può. Gesù evita di addentrarsi nella casistica. E rivolge a sua volta una domanda: ‘Ma che cosa vi ha ordinato Mosè? Che cosa è nella vostra Legge?’. E loro spiegano il permesso che ha dato Mosè per ripudiare la moglie, e sono loro a cadere nel tranello, proprio. Perché Gesù li qualifica ‘duri di cuore’: ‘Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma’, e dice la verità. Senza casistica. Senza permessi. La verità”.

“Gesù dice sempre la verità”, ”spiega le cose come sono state create”, sottolinea ancora il Papa, la verità delle Scritture, della Legge di Mosè. E lo fa anche quando ad interrogarlo sull’adulterio sono i suoi discepoli, a cui ripete: “Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei, e se lei ha ripudiato il marito e ne sposa un altro, commette adulterio”. La logica della casistica è ipocrita, inganna Ma se la verità è questa e l’adulterio è “grave”, come spiegare allora, domanda il Papa, che Gesù ha parlato “tante volte con un’adultera”, ”pagana”? Ha “bevuto dal bicchiere di lei, che non era purificato?”. E alla fine le ha detto: “Io non ti condanno. Non peccare più”? Come è possibile?:

“E il cammino di Gesù – si vede chiaro – è il cammino dalla casistica alla verità e alla misericordia. Gesù lascia fuori la casistica. A quelli che volevano metterlo alla prova, a quelli che pensavano con questa logica del ‘si può’, li qualifica – non qui, ma in altro passo del Vangelo –ipocriti. Anche con il quarto comandamento, questi negavano di assistere i genitori con la scusa che avevano dato una bella offerta alla Chiesa. Ipocriti. La casistica è ipocrita. E’ un pensiero ipocrita. ‘Si può – non si può’ … che poi diventa più sottile, più diabolico: ma fino a chi posso? Ma di qui a qui, non posso. E’ l’inganno della casistica.” Dalla casistica, alla verità alla misericordia: questo il cammino cristiano Il cammino del cristiano non cede dunque alla logica della casistica, ma risponde con la verità, cui si accompagna, sull’esempio di Gesù, la misericordia, “perché Lui è l’incarnazione della Misericordia del Padre, e non può negare se stesso. Non può negare se stesso perché è la Verità del Padre, e non può negare se stesso perché è la Misericordia del Padre”.

”E’ questa la strada che Gesù ci insegna”, difficile da applicare, fa notare il Papa, davanti alle tentazioni della vita. Giustizia e misericordia, strada non facile ma che rende felici “Quando la tentazione ti tocca il cuore, questo cammino di uscire dalla casistica alla verità e alla misericordia, non è facile: ci vuole la grazia di Dio perché ci aiuti ad andare così avanti. E dobbiamo chiederla sempre. ‘Signore, che io sia giusto, ma giusto con misericordia’. Non giusto, coperto dalla casistica. Giusto nella misericordia. Come sei Tu. Giusto nella misericordia. Poi, uno di mentalità casistica può domandare: ‘Ma, che cosa è più importante, in Dio? Giustizia o misericordia?’. Anche, è un pensiero malato, che cerca di uscire … Cosa è più importante? Non sono due: è uno solo, una sola cosa. In Dio, giustizia è misericordia e misericordia è giustizia. Il Signore ci aiuti a capire questa strada, che non è facile, ma ci farà felici, a noi, e farà felice tanta gente.”

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