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martedì 30 novembre 2021
 
Il Teologo
 

La virtù dell’epikeia: perché è diversa dall’obiezione di coscienza

03/09/2019 

ANTONIO D. - Ho letto l’articolo sull’epikeia. Mi permetto di suggerire un altro esempio di utilizzo di questa virtù: rifiutare di pagare le tasse perché utilizzate anche per gli armamenti.

Non confondiamo le cose. Una cosa è la virtù dell’epikeia, altro è l’obiezione di coscienza. La prima è la sospensione dell’applicazione di una legge che è giusta, ma la cui osservanza, in un caso particolare, andrebbe addirittura contro l’intenzione del legislatore. Nasce dalla natura della legge che vale universalmente ma non può prevedere tutti i casi possibili. L’esempio della mancata restituzione dell’arma al proprietario che poi la userebbe contro la patria è chiaro: la legge della restituzione è e resta sempre valida, ma in quel caso particolare l’osservanza produrrebbe i danni che il legislatore vuole evitare con quella legge. L’obiezione di coscienza invece nasce dal fatto che la legge viene considerata ingiusta e quindi la coscienza la rifiuta sempre. Un conto è sospendere in casi particolari l’applicazione di una legge giusta, altra cosa è andare contro una legge ritenuta ingiusta o usata male. In entrambi i casi la conclusione è l’inosservanza della legge, ma con modalità e motivazioni diverse.

 
 
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