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giovedì 30 giugno 2022
 
 

«La vita continua». La Chiesa che combattè la peste chimica

11/07/2016  "Seveso 1976,Oltre la diossina": un libro inchiesta di Federico Robbe racconta la storia di una Chiesa in prima linea contro il disastro di Seveso

La vicenda di Seveso portò a una grande mobilitazione della Chiesa locale e dei cattolici. La ricostruisce con completezza e minuzia di particolari un giovane cronista, Federico Robbe, in un libro-inchiesta edito da Itaca (Seveso 1976,Oltre la diossina). Una Chiesa che «si rimbocca le maniche», come scrive nella prefazione Andrea Tornielli: parroci, gruppi, fedeli, associazioni ecclesiali, a cominciare dai giovani di Comunione e liberazione (siamo nella terra del fondatore don Giussani) si attivano per dare assistenza alle popolazioni colpite dalla “peste chimica” provocata dalla fuoriuscita di diossina e per cercare di dare una corretta informazione, contro l’allarmismo sanitario di quei giorni inquieti. Allarmismo che portò a pressioni sull’aborto e sulla futura legge. Punto di riferimento e stella polare di questo autentico “movimento di popolo” (da Milano fece sentire la sua voce anche Madre Teresa) fu l’Uffi†cio decanale di assistenza e coordinamento della diocesi di Milano, cui collaborarono ‡figure di spicco come don Dionigi Tettamanzi, futuro arcivescovo di Milano, don Giovanni Battista Guzzetti e don Gervasio Gestori, oggi vescovo emerito di San Benedetto del Tronto, allora direttore di un giornale, Solidarietà, nato per controbattere all’informazione diŠffusa che parlava di Vietnam e probabilità di malformazioni al 50 per cento (contro il 3 per cento della letteratura scienti‡ca). Poche le eccezioni, come i giovani giornalisti Fiorenzo Tagliabue e Luigi Losa. Lo slogan della comunità, lodata anche da Paolo VI e appoggiata dall’arcivescovo Giovanni Colombo fu «la vita continua». Grazie a quella campagna molte di quelle vite sfuggirono all’aborto e oggi sono padri e madri felici.

 
 
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