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La vita, nonostante tutto: dieci superstiti, tra cui quattro bambini

20/01/2017  Hanno resistito al freddo e alla paura per due giorni. Il via via di elicotteri per i primi soccorsi e il trasporto in ospedale. Il fondamentale aiuto dei cani. L'emozione degli "angeli della neve". E di chi ha visto la morte in faccia.

La notizia stupisce. Commuove. E sprona a non fermarsi.Venerdì 20 gennaio, sul Gran Sasso, in quel che rimane dell'Hotel "Rigopiano" di Farindola, spazzato via da una slavina di immense proporzioni, sono state individuate dieci persone vive, tra cui quattro bambini. I sopravvissuti hanno trovato riparo sotto un solaio, nell'area delle cucine resistendo al freddo e al buio per due giorni. 

I soccorritori hanno lavorato per tutta la notte, in condizioni estreme, alla ricerca della trentina di dispersi che ancora mancano all'appello. Con le temperature ampiamente sotto lo zero, gli uomini impegnati in una drammatica corsa contro il tempo per strappare alla morte ospiti e personale hanno lavorato grazie all'ausilio delle fotocellule ma a ritmi ridotti: non c'erano infatti le condizioni di sicurezza necessarie per operare in maniera massiccia e, dunque, si è preferito ridurre il numero degli uomini attivati. Nel corso della notte le turbine e le ruspe hanno proseguito inoltre il lavoro per liberare la strada che sale all'hotel e consentire una migliore circolazione dei mezzi di soccorso.

SI SCAVA TRA NEVE E DETRITI PER 4-5 METRI

Il primo contatto è avvenuto poco dope le 11 di venerdì 20 gennaio. «I cani fiutano odori, noi scaviamo», assicurano le squadre: «dobbiamo scavare per oltre 4, 5 metri prima di arrivare al terreno». Due elicotteri (uno della Guardia costiera e uno dei Vigili del fuoco, Drago 66, del Nucleo elicotteri di Torino) si sono levati in volo con personale medico a bordo. I Vigili del fuoco hanno più volte parlato con i superstiti mentre erano ancora intrappolati dalle macerie. E' la moglie di Giampiero Parete, il superstite della slavina all'hotel Rigopiano, la donna salvata in mattinata con un figlio. E' quanto riferisce Leonardo Gagliardi della Guardia di Finanza. «Andate da mia figlia è nella stanza accanto», ha detto la donna a chi lì'ha portata via da quell'inferno di ghiaccio. I Vigili del fuoco hanno più volte parlato con i superstiti mentre erano ancora intrappolati dalle macerie.

La Procura di Pescara, intanto,ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo. In queste ore i Carabinieri forestali di Pescara sono in Provincia per acquisire tutti i documenti che possono interessare le indagini. Si tratta di tutte le carte relative ai piani di emergenza e soccorso dell'area Vestina, da Penne verso la montagna, predisposte e attuate dalla Provincia. Richieste, movimenti, organizzazione di spalaneve, turbine, richieste di soccorso e quanto riguarda la viabilità di quella zona.

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