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Lampedusa ha perso la pazienza

09/10/2013 

Lampedusa non ne può più. Dopo ogni tragedia si ripete sempre lo stesso copione: la sfilata di autorità, gli appelli a premiare l’Isola con qualche riconoscimento, dal Nobel per la pace alla medaglia al valor civile. Non tutte le tragedie, poi, sono uguali. Quella della settimana scorsa, numericamente, era troppo grande perché la dose di retorica non venisse aumentata.

Per questo, mercoledì mattina a Lampedusa è arrivata una delegazione guidata dal premier Enrico Letta, dal presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso, dal ministro dell'Interno, Angelino Alfano, e dal commissario europeo per gli Affari Interni, Cecilia Malmstrom.
L’accoglienza dei lampedusani è stata ostile. «Vergogna», «Assassini», i cori rivolti. «Basta con le passerelle, i politici a casa», recitava un cartello. Lampedusa è sotto choc, si sente abbandonata e presa in giro. Soprattutto, attende azioni concrete da parte del governo e dell’Unione europea.

«Andate a visitare il centro di accoglienza, andate a vedere come vive questa gente», hanno urlato alcuni. La protesta è arrivata anche dal mare. Non appena la delegazione ha messo piede sull'isola gli armatori hanno fatto suonare le sirene dei loro pescherecci e delle imbarcazioni. Letta è arrivato nell’hangar dell’aeroporto, dove sono schierate le centinaia di bare contrassegnate da un numero, e si è inginocchiato davanti a quei morti senza nome, né volto. E senza nessuno che li pianga.

Il programma ufficiale non prevedeva la visita della delegazione al Centro d’accoglienza, dove vivono oltre 800 profughi su un capienza che è di circa 200. «Il molo Favarolo e il centro sono due tappe imprescindibili per vedere da vicino l'entità dell'immensa tragedia che si è consumata», ha detto il sindaco Giusi Nicolini. Alla fine Letta e Barroso sono andati anche nel Cie.  

«Ho visto sofferenza e dolore», ha detto il premier. E Barroso su Twitter ha pubblicato la foto dell'incontro la delegazione di profughi sbarcati nei giorni scorsi. Quella di Lampedusa «è una tragedia immane mai accaduta nel Mediterraneo», ha detto il premier. Poi si è scusato «per le inadempienze del nostro Paese, rispetto a una tragedia come questa» .

Letta ha annunciato che ci saranno funerali di stato per le vittime. Poi, alla conferenza stampa, il presidente della Regione Sicilia Crocetta ha mostrato le foto delle proteste dei lampedusani. Insieme al ministro Enzo Moavero, il premier vuole far inserire all'ordine del giorno del summit europeo del 24 ottobre l'immigrazione con l'obiettivo di ottenere una dichiarazione dei leader per l'inizio di un percorso che porti a una "politica organica" dell'Unione sull'immigrazione, la cui realizzazione sarà al centro delle presidenze Ue di Grecia e Italia del prossimo anno.

Mentre Letta parla in conferenza stampa i sommozzatori recuperano altri sette corpi. Il bilancio delle vittime è salito ora a 296 morti, 193 dei quali estratti dal relitto che giace in fondo al mare davanti alla costa dell’Isola dei Conigli. Qualcuno ha lasciato uno striscione appeso: «Un’isola piena di dolore che porta il peso dell’indifferenza del mondo». I lampedusani non ne possono più di aspettare.

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Un anno fa la tragedia di Lampedusa
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