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martedì 04 agosto 2020
 
IMMIGRAZIONE
 

Lampedusa, sbarco infinito

06/08/2013  Continua l'esodo. Il Papa ha detto: non voltatevi dall'altra parte. Ecco perché, tra l'altro, occorre abolire il reato di clandestinità.

Papa Francesco a Lampedusa invitava a non voltarsi dall’altra parte davanti ai profughi inghiottiti dal mare. Era appena un mese fa. Gli sbarchi continuano, spesso a seguito di drammatici salvataggi, Lampedusa affronta da anni l’ossimoro della sua emergenza quotidiana. E proprio sulla parola emergenza punta il dito il sindaco dell’isola, Giusi Nicolini: «Bisogna farla finita con questa politica dell’emergenza», dice, «sono anni che lo vado dicendo. Lampedusa può fare benissimo, come ha dimostrato in ogni emergenza, il primo soccorso; ma serve una vera politica dell’accoglienza e dell’integrazione. Questi migranti sono profughi, gente che scappa dalle guerre, non possono essere rimpatriati, devono essere accolti, bisogna rivedere l’intera normativa sull’immigrazione».

Il caso Italia, tra intemperanze leghiste e problemi reali, fa riflettere anche l’Europa. Nel definirsi, in un’intervista all’Ansa, «Rattristata» nel vedere come il ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge sia stato bersaglio «di commenti razzisti incredibilmente offensivi e ingiustificabili», il commissario Ue agli Affari interni, la svedese Cecilia Malmstrom, mostra di aver chiaro il concetto che Lampedusa che non può essere lasciata sola ad affrontare un’emergenza che in quanto “geografica” è destinata a durare. E con essa i problemi, anche di ordine pubblico, che l’emergenza permanente comporta, se è vero che il Centro di prima accoglienza di contrada Imbriacola, a fronte dei 250 posti disponibili dopo l’incendio di due anni fa, accoglie al momento 800 migranti.

Malmstrom esprime «ammirazione» per le autorità locali e la gente di Lampedusa e riconoscendo che «non ci si può aspettare che l’isola continui tutto questo buon lavoro da sola, auspica che «tutti gli sforzi intrapresi a livello Ue funzionino per dare sollievo».

Ricorda come un'efficace politica migratoria si debba basare su «condivisione delle responsabilità e vera solidarietà», e sottolinea come questa sia «troppo spesso assente tra gli stati membri» dell’Unione Europea. «Ho piena comprensione», spiega ancora Malstrom, «dei problemi che affrontate e sono sicura che il Governo sta cercando di fare del suo meglio per trovare risposte adeguate. Nel farlo è essenziale che sia all’altezza dei suoi obblighi in tema di diritti umani e dei migranti, e rispetti in pieno le leggi Ue». Ricrorda che la tutela dei diritti umani, la protezione internazionale e il pieno rispetto del principio di non respingimento «sono principi fondamentali». E fa notare che «Proprio su questo punto l'Italia ha ancora strada da fare».

Probabile che non sarà il tenore del dibattito di questi giorni (banane incluse) a farle cambiare idea.

 
 
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