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sabato 21 maggio 2022
 
L’appello di Eriberto
 

«Via quegli scalini e barriere che mi separano da Gesù»

24/10/2016  È questo la battaglia, per sé e per tutti, che sta conducendo Eriberto Muscoso, trentacinquenne siciliano, disabile in carrozzina, innamorato di Gesù che non riesce ad accedere alla Chiesa. Poter partecipare alla messa o al coro senza scontrarsi con le barriere architettoniche.

Compirà 35 anni a dicembre Eriberto Muscoso. Lui ama lo sport, soprattutto quello americano e, come Papa Francesco, è un fan della magica San Lorenzo. Da diversi anni fa parte del coro parrocchiale e cerca di non mancare mai alle prove. «Cantare mi rende felice e mi allontana da altri pensieri e poi è un vero piacere animare le varie funzione e lodare Dio». È un membro del gruppo del rinnovamento ed è molto attivo sui social network e su Internet: «è importante dare il buongiorno e la buonanotte alle persone che ti vogliono bene».

Da diverso tempo Eriberto, che vive in carrozzina, conduce una battaglia contro le barriere architettoniche nelle chiese. Si è rivolto alle amministrazioni municipali e religiose «ma poco è stato fatto». Ha persino spedito una lettera al Papa. «Mi chiamo Eriberto e sono un ragazzo disabile in carrozzina. Vivo in Sicilia, nel paesino di Vizzini in provincia di Catania. Sono cattolico, frequento la Chiesa e da diversi anni canto anche nel coro. Purtroppo, questo mio entusiasmo e amore per Gesù e per Dio trova ostacoli fisici, rappresentati dalle barriere architettoniche, numerose scale che mi impediscono l’accesso alle Parrocchie».

Non trovando risposte ha deciso di realizzare un documentario che testimoni le fatiche quotidiane, sue e di tanti come lui. «Tutti dovrebbero avere il diritto di assistere alle funzioni e senza nessun problema strutturale. Essere costretti a sottostare all’aiuto altrui non è un fatto piacevole. Sono quindi diventato portavoce di questa esigenza affinché il Vaticano possa finalmente destinare parte delle somme a questa problematica che costituisce un impedimento per molti soggetti e non sono quello che soffrono di disabilità fisiche. Io dico, se da un lato si predica la parola di Dio dall’altro si dovrebbe permettere a tutti di poterla recepire. Ecco perché ho deciso di creare un progetto multimediale che possa mostrare chiaramente, attraverso fotografie e filmati, quanto la situazione sia assolutamente intollerabile». Ne sentiremo presto parlare.


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