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venerdì 24 settembre 2021
 
Teatro
 

Laura Curino: lavorare nella Santa Impresa

08/05/2018  Allo Spazio Teatro No’hma Teresa Pomodoro, l'attrice-autrice presenta lo spettacolo dedicato ai santi “sociali” che nell’Ottocento operarono a Torino, tra cui Giuseppe Cafasso, don Giovanni Bosco, Giuseppe Cottolengo, Francesco Faà di Bruno, la marchesa Giulia di Barolo e Leonardo Murialdo.

Allo Spazio Teatro No’hma Teresa Pomodoro, gestito con passione da Livia Pomodoro, in ricordo della gemella Teresa, attrice e drammaturga, scomparsa nel 2008, Laura Curino torna a Milano con Santa Impresa, dedicato ai santi “sociali” che nell’Ottocento operarono a Torino, tra cui Giuseppe Cafasso, don Giovanni Bosco, Giuseppe Cottolengo, Francesco Faà di Bruno, la marchesa Giulia di Barolo e Leonardo Murialdo.

Laura Curino ricrea, con i suoi efficaci racconti, e con i video degli Anagoor, episodi salienti tesi a illustrare le motivazioni e la forza di volontà che li ha portati ad aiutare altre persone, anche dando loro la possibilità di trovare un lavoro: «si sono impegnati in imprese che hanno lasciato un segno nella città - afferma l’attrice -  convitti per i giovani, ospedali per i malati, scuole per i ragazzi. L’ingegno creativo genera idee destinate a diventare grandi imprese economiche.»

Laura Curino è contenta di proporre a Milano al Teatro No’hma Santa Impresa, così da portarlo poi anche in altri spazi, infatti dice: «uno spettacolo come Santa Impresa era nato con una allestimento scenografico molto complesso, ma così era difficile esportarlo, mentre, grazie all’invito di Livia Pomodoro, ho potuto prepararne una versione più semplice che può girare, così da diventare patrimonio comune. Ho ridotto il movimento di scena, favorendo la parola, i video e la musica, e il contatto diretto con le persone, così il risultato è altrettanto efficace ed incisivo. Inoltre, nello spettacolo, racconto di come sia importante dare vita a una impresa di lavoro e il teatro è uno strumento concreto che offre lavoro a molte persone, crea un team, crea aggregazione, e molti trovano occupazione dal tecnico, all’autotrasportatore, all’attore, al regista.

Il tema di Santa impresa è molto concreto, infatti, i personaggi di cui parlo hanno fatto il possibile per aiutare gli altri, si sono guardati intorno e hanno capito cosa era necessario fare, così Giulia di Barolo si è occupata delle donne carcerate, Cottolengo ha fondato la Piccola Casa della Divina Provvidenza, Murialdo il Collegio Artigianelli di Torino, per insegnare un lavoro ai ragazzi in difficoltà, Faà di Bruno, con l’Opera di Santa Zita, ha indicato alle donne di servizio come tutelare i loro diritti e ha aiutato le ragazze madri, don Bosco ha spronato i suoi ragazzi a raggiungere obbiettivi e ha condotto la lotta sindacale per tutelare i diritti dei piccoli lavoratori. Sono ancora personaggi molto attuali che spero servano di modello per il pubblico teatrale che è di solito sensibile: ognuno può donare denaro o tempo, come hanno fatto i protagonisti del mio spettacolo. Un altro aspetto importante che li caratterizza è la gioia e la forza di vivere: Don Bosco fonda la Società dell’allegria, perché tale sentimento lo caratterizzava fin da ragazzino. Cottolengo inventa nuove realtà dal nulla, mentre Giulia di Barolo investe il suo denaro per aiutare gli altri.  

In alcuni miei spettacoli, come Malapolvere, dedicato alle vittime dell’amianto di Casale Monferrato, ho raccontato la contemporaneità per proporre un atto di denuncia, mentre ora vorrei dare esempi positivi forti, così che i giovani predano modello dalla Santa Impresa che insegna la capacità inventiva di trovare nuovi lavori e anche di cercare di fare gruppo, trovare compagni di strada, come ho fatto io. Nella mia famiglia di operai nessuno apparteneva al mondo del teatro, così ho cercato compagni che mi aiutassero a realizzare la mia vocazione e mi avviassero al mestiere dell’arte. Vorrei che chi è più avanti negli anni, vedendo le storie di queste persone straordinarie, che si sono guadagnate la santità, pensasse “e io per cosa voglio essere ricordato in una società deprimente in cui oggi tutti vogliono apparire solo belli, eleganti e vincenti?”»

DOVE E QUANDO

SANTA IMPRESA, progetto di Laura Curino e Anagoor, drammaturgia di Laura Curino e Simone Derai. Con Laura Curino. Lettura scenica a cura di Marco Rampoldi. Musiche di Mauro Martinuz. Video Anagoor, Giulio Favotto.  Produzione Laura Curino a Anagoor. Allo Spazio Teatro No’hma Teresa Pomodoro, via Andrea Orcagna 2, Milano, Ingresso libero e gratuito con prenotazione obbligatoria. Tel. 02.45485085 / 02.26688369, www.nohma.org, nohma@nohma.it,  il 9 e il 10 maggio 2018, ore 21.

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