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giovedì 18 aprile 2024
 
Mamma stanca
 

Lavoro e in casa devo accudire tutti. Come "dire di no" quando sono stanca?

08/01/2024  «Ho tre figli, meravigliosi ma impegnativi. Insegno in una scuola secondaria. Mio marito è spesso in trasferta per lavoro» leggi la risposta di Alberto Pellai

Ho tre figli, meravigliosi ma impegnativi. Insegno in una scuola secondaria. Mio marito è spesso in trasferta per lavoro. I miei due genitori anziani vivono al piano superiore. Sono stati un’enorme risorsa quando i bambini erano piccoli.

Ora che sono un po’ acciaccati, faccio tutto il possibile per accudirli. La mia è una vita ricchissima di legami, esperienze e anche molta fatica. Non la cambierei per nulla al mondo, ma sento che c’è qualcosa che non va.

Forse il mio problema è che a volte vorrei essere capace di dire no anch’io. Di ammettere, prima con me stessa e poi con chi mi sta di fronte, che “mi piacerebbe davvero tanto dirti sì, ma oggi non ce la faccio. Sono troppo stanca”. Vorrei poterlo dire ai miei figli, quando esagerano con le loro richieste. Ma anche ai miei genitori che a volte hanno aspettative che vanno oltre le mie possibilità (per esempio, ora che non guidano più, vogliono essere accompagnati dappertutto). Come si fa a dire: “Fermate il mondo, voglio scendere?”

CINZIA

La risposta di Alberto Pellai

– Carissima Cinzia, hai descritto benissimo la frenesia della tua vita. Ogni giorno fai talmente tante cose che, probabilmente, una tua giornata vale quanto una settimana di una persona comune. Hai ragione quando dici che non ce la fai più e hai tutto il diritto di produrre un cambiamento che sia funzionale non solo a rispondere alle necessità degli altri, ma anche ai tuoi personali bisogni.

La prima cosa da cui partirei è alleggerire il carico del lavoro domestico, magari assegnando qualche compito anche ai tuoi figli, se sono già in età per poterti supportare, e poi coinvolgendo una persona esterna alla famiglia che venga per un numero di ore congruo a tutte le mansioni di cui ti devi occupare. Insomma qualcuno che, per esempio, si occupi di stirare e pulire al posto tuo. Anche rispetto ai trasporti dei tuoi genitori, mi sembra che lo schema che adottate sia quello in cui loro chiedono e tu obbedisci. Come se fossi rimasta la loro bambina.

Serve invece che ogni settimana valutiate quali siano gli spostamenti in cui vanno accompagnati e li organizziate secondo una pianificazione che tenga conto dei loro bisogni e dei tuoi impegni. Presumo che per te la difficoltà più grande sia di ordine psicologico: come faccio a dire di no a persone che da me si aspettano sempre che dica sì? È la domanda tipica di chi rischia di soccombere nell’iperaccudimento degli altri, dimenticando sé stesso.

Per questo ti invito a leggere: Piccolo manuale per non soccombere di B. Berckan (Urrà), un saggio per imparare a dire un no convinto, gentile ed efficace.

 
 
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