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lunedì 24 gennaio 2022
 
 

Lavoro, ore cruciali per la riforma

19/03/2012  Al Congresso di Confindustria le parti sociali si riallontanano, in particolare sull'articolo 18. Ma Monti vuole stringere e ammonisce la Cgil, invocando unità tra le parti sociali.

Martedì 20 marzo dovrebbe essere il giorno della riforma sul lavoro. Più importante, da un certo punto di vista, di quella sulle pensioni. Così come i cambiamenti previdenziali sono stati il punto di partenza per uscire dal baratro finanziario, l’accordo sul lavoro dovrebbe essere il primo passo per la ripresa economica. Il Governo stringe, i sindacati non ci stanno. A Milano si è tenuto un primo incontro informale, a margine del convegno di Milano del Centro studi di Confindustria, tra il presidente del Consiglio Mario Monti, i leader di Cgil, Cisl e Uil e l'associazione degli imprenditori. In realtà, soprattutto sull’articolo 18, siamo lontani da un accordo, dopo i segnali positivi dei giorni scorsi.


In particolare con la Cgil “tutte le soluzionei sono lontane da un possibile accordo”, ha sottolineato la leader Susanna Camusso. Più possibilista Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, che sul piano della sintonia con Confidustria e Governo ha scavalcato la Uil di Angeletti, sindacato tradizionalmente più moderato. Bonanni agita il rischio che il Governo “faccia da solo e sarà una riforma più dura”, manifestando disaccordo con la Cgil. Il leader della Uil Angeletti invece sostiene che “Non ci sono allo stato soluzioni condivise, il punto fondamentale è l’articoio 18”.

Sembra profilarsi all’orizzonte un duello all’ok Corral tra due donne molte toste: il segretario Camusso e il ministro del Lavoro Elsa Fornero. “Il Governo vuole fare un accordo? Perche se si vuole un accordo serve un un po' di mediazione, non si può mantenere fino alla fine quanto detto in premessa" ha commentato dal palco di Confindustria il segretario della Cgil. '”La settimana prossima si chiuderanno le trattative sul mercato del lavoro e sugli ammortizzatori sociali'” ha invece ribadito il premier Mario Monti con l’usuale tono professorale: “Dovrò richiamare i sindacati allo spirito di coesione”. Una frase elegante per dire che Cgil e Uil devono accodarsi alla posizione della Cisl. “Se veramente teniamo al futuro e crediamo gli uni degli altri, allora bisogna cedere qualcosa rispetto al legittimo interesse di parte" ha detto poi Monti. "L'obiettivo di questo governo non é di farsi rieleggere e abbiamo libertà": ha detto intervenendo a conclusione del convegno".         

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