Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
sabato 25 maggio 2024
 
 

Lazio, a disintossicarti
ti aiuta la Regione

20/12/2013  Secondo l’assessore regionale alle Politiche sociali Rita Visini “il gioco d’azzardo è un’autentica emergenza sociale nella Regione Lazio”. Stanziato 1 milione di euro per i 51 "sportelli no slot", 15 solo a Roma.

Si chiamano “sportelli no slot”, luoghi dove chi non ce la fa a smettere di giocare e capisce che sta finendo in un tunnel può rivolgersi per trovare aiuto. Il Lazio è la prima Regione a aprirli in questa quantità e con un progetto di rete preciso. Per combattere le ludopatie ha stanziato 1 milione di euro e gli sportelli “no slot” saranno 51, di cui 15 a Roma. L’assessore regionale alle Politiche sociali Rita Visini che“il gioco d’azzardo è un’autentica emergenza sociale nella Regione Lazio”.
La spesa per lot machine e scommesse è di 7 miliardi di euro all’anno, pari al 4,5 per ceto del Pil regionale. Significa 1300 euro a testa. Secondo l’assessore “la disperazione causata dalla crisi economica spinge al gioco soprattutto i più poveri, i disoccupati, i pensionati, così come fortemente a rischio sono i giovanissimi, attratti dalle sirene delle vincite.

Con la rete degli sportelli no slot vogliamo dare un segnale forte nella lotta alle ludopatie e una prima attuazione alla legge contro il gioco d’azzardo patologico approvata all’unanimità dal Consiglio regionale lo scorso luglio”. Il ruolo degli sportelli “no slot” sarà quello di accogliere le persone affette da ludopatia in cerca di aiuto e i loro familiari, orientare ai servizi socio-sanitari presenti sul territorio (centri d’ascolto, servizi per le dipendenze delle Asl, comunità di recupero) e fare animazione nel proprio territorio, promuovendo incontri nelle scuole e nei luoghi di aggregazione sui rischi della dipendenza dal gioco d’azzardo.
La rete lavorerà in sinergia con le realtà del Terzo settore già impegnate su questo fronte.

Multimedia
È matematico, al gioco non si vince!
Correlati
 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo