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lunedì 24 gennaio 2022
 
Sport senza confini
 

Le altre Olimpiadi: quelle dei piccoli stati

29/05/2017  Si inagura stasera 29 maggio a San Marino la diciassettesima edizione dei Giochi dei piccoli stati europei: nove i paesi concorrenti, per 12 discipline. Il discorso di augurio del vescovo dello stato

La fiaccola olimpica torna a brillare anche se a cimentarsi nelle gare sono solo nove Stati, i più piccoli d’Europa, ovvero San Marino, Lussemburgo, Liechtenstein, Principato di Andorra, Principato di Monaco, Cipro, Islanda e Montenegro, che disputano la diciassettesimo edizione dei Giochi dei piccoli Stati europei, con cadenza biennale.  La cerimonia inaugurale di questa  edizione dei giochi si tiene stasera 29 maggio a San Marino, Il paese li ha ospitati per la terza volta, fra cui la prima in assoluto nel 1985.  Cinque giorni di gare, fino al 3 giugno. Saranno presenti 12 discipline sportive, con 143 eventi (70 maschili, 69 femminili e 4 misti):  Atletica leggera,  Beach volley, Bocce (dopo dieci anni di assenza),  Ciclismo,  Judo,  Nuoto,  Pallacanestro,  Pallavolo, Tennis,  Tennistavolo,  Tiro,  Tiro con l'arco (per la prima volta ai Giochi). Mille gli atleti presenti, il Lussemburgo con 245 atleti  la delegazione più folta, Andorra con 49 la meno rappresentata. La mascotte è stata scelta attraverso un bando di concorso indetto da CONS e Comitato Organizzatore “San Marino 2017 . Tra tutti è stato scelto il soggetto elaborato graficamente dal sedicenne Francesco Gatti, studente di Serravalle dell’Istituto Tecnico Industriale, che ha presentato un originale geotritone, un anfibio diffuso negli anfratti e nel sottosuolo del Monte Titano, che sfoggia la pettorina numero 301, a simboleggiare la data di fondazione della Repubblica di San Marino, ed elementi tipici della tradizione sammarinese, quali la bandiera, la balestra e il cappello dei tamburini sammarinesi. In seguito, sono stati i ragazzi che hanno partecipato a Sportinfiera 2015 a decretarne il nome: Sammy.  Il prossimo anno i giochi si terranno in Montenegro, l’ultimo dei Paesi in ordine cronologico (è entrato nel 2011) a far parte della compagine. E infatti il simbolo della manifestazione è una bandiera con otto cerchi, corrispondenti al numero di nazioni che hanno aderito sin dall’inizio. Prossimamente, previa autorizzazione del Cio, dovrebbero inserirsi anche le isola Fao Oer.

 

Il Vescovo di San Marino Mons.Andrea Turazzi ha voluto lasciare un suo messaggio per i Giochi dei Piccoli Stati d’Europa.
Mi unisco alla gioia di tutti per questa XVII edizione dei Giochi dei Piccoli Stati, augurando agli atleti e alla gente dello sport un caloroso benvenuto. Un saluto particolare e un incoraggiamento sincero agli organizzatori, grato per queste ore di passione e di spettacolo di cui tutti godiamo. Senza distrarre dai “giochi giocati” invito a riflettere un momento sul senso dello sport nella nostra società, quasi un grande “time out” con tutti coloro che seguono e amano lo sport. Lo sport non si deve “dire”, ma si deve fare… e fare bene. Importante confrontarsi sui dati che riguardano la pratica sportiva, sulla disponibilità di spazi e strutture, sulla accessibilità per tutti. In Repubblica, a quanto mi è dato sapere, c’è sicuramente attenzione e impegno. È possibile – mi chiedo – sostenere sempre più uno sport che non escluda nessuno perché meno “dotato”? Solitamente dello sport si evidenzia soprattutto la componente agonistica (che riempie le pagine di giornali e tv), ma c’è tutto un modo di fare sport basato sul piacere dell’esercizio fisico e della pratica collettiva che non porta a risultati eclatanti, ma che non è meno importante. È possibile tenere insieme impegno e divertimento? Agonismo e rispetto per gli avversari? Come tener viva la tensione a superare i limiti e non montarsi la testa? Auguro, anzitutto, di saper fare lo sport proprio “per sport”, in maniera gratuita, col gusto di mettersi alla prova tenendo il proprio fisico in ordine, cercando di crescere umanamente e non solo a livello muscolare. Un saluto ed una parola per quanti lavorano dietro le quinte nello sport. Non sempre si valorizzano tutte le persone – spesso volontari – che contribuiscono alla vita delle società sportive e dei gruppi: genitori che accompagnano le squadre in auto, altri che aiutano gli allenatori, dirigenti, arbitri, magazzinieri… Persone che aiutano i ragazzi a stare bene insieme e danno l’esempio che nello sport c’è posto anche per chi non riesce a “scendere in campo”. Che ogni dirigente ed ogni allenatore siano veri educatori alla lealtà e all’umiltà, formatori di veri atleti per le sfide della vita. Vinca il migliore!

 
 
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