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sabato 02 luglio 2022
 
 

Le Asl non pagano, le imprese soffrono

11/01/2012  Un’indagine della CGIA di Mestre rivela una spaventosa anomalia italiana. Su 286 strutture si comportano solo bene Crema e Mondovì

A seguito dei ritardi dei pagamenti,  è di circa 40 miliardi di euro il credito complessivo che le aziende private hanno con le Asl italiane. La CGIA di Mestre ha stilato la graduatoria dei tempi di pagamento applicati alle imprese fornitrici di dispositivi medici: solo due Asl su 286, pari allo 0,7% del totale,  pagano le imprese fornitrici entro 60 giorni: sono quelle di Crema (23 giorni) e Mondovì (46).


Spetta all’Azienda sanitaria locale di Napoli 1 Centro la maglia nera: per saldare le fatture emesse dai fornitori di dispositivi medici impiega 1.676 giorni (poco più di 4 anni e 7 mesi). Al San Sebastiano di Caserta, invece, l’attesa è leggermente inferiore: 1.414 giorni (poco più di 3 anni e 10 mesi), mentre all’Azienda sanitaria provinciale di Crotone ne occorrono 1.335 (3 anni e 8 mesi). Sono queste le tre Asl peggiori d’Italia, secondo la CGIA di Mestre. Da questa indagine emerge un malcostume tipicamente italiano: i lunghissimi tempi di pagamento della nostra Pubblica amministrazione, uno dei motivi principali della crisi che strozza soprattutto le piccole e medie imprese (vedi le tabelle allegate).

Tra le realtà sanitarie che pagano le fatture dopo mille giorni ci sono l’ Ospedale Federico II di  Napoli (1.321 giorni), l’Ospedale di Cosenza (1.257 giorni), l’Asl di Salerno (1.157 giorni), l’Azienda Ospedaliera Pugliese di Ciaccio-Catanzaro (1.038 giorni) e l’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza (1.033 giorni). Questi ritardi influiscono negativamente sulla liquidità e stanno complicando la gestione finanziaria delle imprese fornitrici. Inoltre, gli effetti negativi sono aumentati proprio in questi ultimi mesi di recessione economica, visto che l’accesso a qualsiasi forma di credito è diventato più difficile. Di regola, le pubbliche amministrazioni, godono di flussi di entrate certe, prevedibili e continui rispetto alle imprese private. Per questo, sostiene la CGIA, non sono più tollerabili questi tempi di pagamento: oltre a mettere in grosse difficoltà le aziende interessate, moltissime Asl stanno creando delle distorsioni alla concorrenza.

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