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venerdì 28 gennaio 2022
 
 

Le buone aziende possono essere aziende buone?

02/10/2013  Si è svolto a Milano il Salone della responsabilità sociale e dell'innovazione. Due giorni di confronti in cui le 110 organizzazioni partecipanti si sono trovati d'accordo su un punto: per le imprese la sensibilità ai temi etici è una risorsa fondamentale per uscire dalla crisi.

Si può coniugare il business alla responsabilità sociale? La risposta è sì, ma non solo: le aziende che lo fanno hanno una marcia in più per uscire dalla crisi. E' quanto è emerso al Salone della responsabilità sociale e dell'innovazione che si è svolto all'Università Bocconi di Milano. Per due giorni, 110 organizzazioni e 3000 visitatori si sono confrontati sulla sostenibilità in tema di alimentazione, ambiente, casa, comunicazione, economia, lavoro, moda e salute. Se secondo i dati raccolti da Gfk Eurisko, il 54% degli italiani afferma che alla fine della crisi il proprio modo di consumare sarà molto diverso rispetto a quando è iniziata, le imprese devono tenerne conto, coinvolgendo sempre di più dipendenti, clienti, fornitori, comunità, organizzazioni no profit, per creare un modello produttivo sostenibile. E non si tratta di filantropia, ma di una strategia vincente, come dimostra il fatto che il mercato equo e solidale, pur in questo periodo di ristrettezze economiche, è in crescita.

Un ottimo esempio di tutto questo è stato fornito nell'incontro "Sviluppo economico, legalità e beni confiscati alla mafia" organizzato da Coop Lombardia. Milano occupa il terzo posto tra le città con il maggior numero di beni confiscati alla mafia. Da anni Coop collabora con Libera di don Ciotti vendendo nei suoi punti vendita i beni prodotti dalle cooperative nate sui terreni sottratti ai clan. Ma quest'anno ha deciso di fare di più: dipendenti e soci hanno partecipato a campi estivi in una cooperativa di Libera di Castelvetrano, il paese che ha dato i natali al superlatitante Matteo Messina Denaro, e sono tornati arricchiti con un bagaglio di conoscenze utilissime nella loro attività di tutti i giorni. Il passo successivo è stato iniziare a collaborare con l'associazione "Saveria Antiochia Omicron", l'osservatorio milanese sulla criminalità organizzata al Nord. Scegliere da che parte stare, insomma, e farlo consapevolmente, collaborando con altre realtà già attive sul territorio, è diventato indispensabile per ogni impresa che voglia crescere.

Tutto bene, quindi? Non proprio. La nota dolente emersa da questi due giorni di incontri riguarda, ancora una volta, i giovani. Rossella Sobrero, presidente di Koinètica e tra gli organizzatori del Salone, ha scandito parole poco incoraggianti: «Il ruolo dei giovani rimane ancora critico. Mancano spazi di intervento, non sono sufficienti le risorse dedicate al loro inserimento nel mondo del lavoro anche da parte delle imprese responsabili. Anche se crescono nuove imprese (spin off e start up) il mercato non sempre è pronto a intercettare e utilizzare i servizi e le potenzialità offerti da queste nuove realtà».

 
 
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