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Le casalinghe di Voghera, oltre i fornelli c'è il mondo

07/12/2015  Riunite in associazione, sono state a Expo e in altri eventi sociali e culturali. Per sfatare lo stereotipo della massaia sempre chiusa in casa

La cosa che più le fa arrabbiare? Quando qualcuno dice in Tv: «Questo lo capisce pure una casalinga di Voghera». Perché si sentono orgogliosamente massaie, ma non ci stanno a passare per delle sempliciotte che trascorrono le loro giornate chiuse in casa dividendosi tra il ferro da stiro e i fornelli. Per questo nel 1996 è nata l’Associazione Casalinghe di Voghera, che conta oggi 35 iscritte.

Alcune stamattina non hanno potuto venire all’incontro organizzato nella loro sede perché devono accudire i loro nipotini rimasti a casa con l’influenza e già questo fa capire quanto la loro vita reale sia molto lontana dallo stereotipo sulla cui nascita ci sono due versioni: quella che la attribuisce a un sondaggio Rai del 1966, dal quale risultava che le abbonate meno acculturate erano proprio loro; e quella dello scrittore vogherese Alberto Arbasino, che indicò nelle sue concittadine le migliori rappresentanti del buon senso lombardo.

Sia come sia, Paola Zanin, la presidentessa dell’associazione, ci tiene a far chiarezza su come siano andate le cose in quel lontano 1966: «Le casalinghe di Voghera ricevettero solo una telefonata, mentre a quelle di città come Milano la Rai, prima di chiamarle, consegnò il foglio con le domande: così poterono prepararsi». Quarant’anni dopo, nel 2006, la trasmissione Il treno dei desideri di Antonella Clerici donò alle casalinghe una statua in vetroresina che raffigurava una massaia con grembiule d’ordinanza e spolverino. Ai vogheresi non è mai piaciuta, perciò è stata spostata più volte in varie parti della città.

Finché qualche settimana fa, qualcuno l’ha fatta sparire. Mistero? Macché. «Sappiamo dove è finita, ma per noi è una storia conclusa. Non siamo più così», taglia corto la Zanin. E poi mostra un lungo elenco delle iniziative organizzate in questi anni: dagli incontri con titoli come A tavola con le grandi donne della storia o Erano mestieri da uomo, a iniziative di beneficenza come la donazione all’Auser di un pulmino per il trasporto degli anziani, dalle campagne di sensibilizzazione per promuovere la raccolta differenziata e contro lo spreco dell’acqua, alla recente partecipazione all’Expo a fianco dello chef Davide Oldani per distinguere i formaggi made in Italy dalle imitazioni: «Per riconoscere un vero grana o un vero pecorino, non c’è bisogno di assaggiarli. Basta toccarli e sentire il profumo».


casalinghe contro la crisi. Accanto a lei c’è la prima presidente dell’associazione, Maria Luisa Fronti: «Non sono sempre stata casalinga. Per molti anni ho fatto la parrucchiera e proprio ascoltando molte mie clienti che avevano fatto questa scelta, le loro vite così ricche, ho pensato che bisognasse fare qualcosa contro l’idea diffusa secondo cui una donna che non lavora non fa niente. Specie in questi anni di crisi, noi casalinghe abbiamo fatto fronte alle carenze dello Stato: molte, oltre a badare ai nipotini, si prendono cura delle persone anziane, non solo della propria famiglia, e aiutano economicamente i figli che hanno perso il lavoro e che magari sono tornati a casa».

Dal loro osservatorio privilegiato, le casalinghe di Voghera colgono però anche dei segnali di speranza. Aggiunge Maria Luisa: «Dato che non riescono a trovare altri lavori, molti giovani come mia figlia hanno scelto di tornare a lavorare i campi come facevano i loro nonni».

Alma Fabbro, invece, fa «la terza nonna. Sono vedova e i miei vicini di casa hanno una figlia, Valeria. Dato che lavorano entrambi, fin da piccola ha passato molto tempo a casa mia. E anche adesso che ha 14 anni, se litiga con il fratello o con i genitori bussa da me e un piatto caldo per lei c’è sempre. A volte si ferma anche a dormire».

Anche Luisa Spalla, prima di fare la casalinga, ha lavorato a lungo come impiegata. Mentre smanetta con il suo tablet, pronuncia parole che farebbero venire l’orticaria alle femministe più inflessibili: «I nostri mariti sono felici quando tornano a casa e trovano la tavola imbandita e una moglie sorridente ad accoglierli. E noi condividiamo questa felicità con loro».

Poi racconta che da quando ha smesso di lavorare ha più tempo da dedicare alle sue passioni, tra cui la lettura: «Mi piacciono molto i libri sulla storia della Germania nel Novecento». Tra le altre casalinghe, gli autori più gettonati sono Ken Follett, Tiziano Terzani ed Erri De Luca. Per tenersi aggiornate su come va il mondo, ci sono invece programmi come Pomeriggio Cinque, La vita in diretta e Striscia la notizia, riviste come Famiglia Cristiana, i telegiornali e qualche bel documentario.

E cosa pensano di Patrizia Bedori, la casalinga scelta dal Movimento Cinque Stelle come candidata sindaco a Milano? «Chiunque è libero di candidarsi», risponde laconica la presidente Zanin, che aggiunge: «Quando ci incontriamo, discutiamo anche di politica. Ma come associazione siamo rigorosamente apartitiche».

La presidente ha anche preparato per l’occasione la sua specialità, un’invitante torta paradiso, ma non riusciamo a mangiarla tutti insieme, perché molte devono tornare a casa: «Abbiamo fatto tardi, è già l’ora di pranzo». Cosa prevede il menù di oggi? «Agnolotti e brasato». Da dietro la porta, fa capolino anche un marito delle casalinghe di Voghera. Sorride.

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