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domenica 21 luglio 2024
 
Moda
 

Le donne Biagiotti

24/02/2016  Nonna Delia, mamma Laura e la figlia Lavinia: 50 anni di storia in tre generazioni

Tre generazioni di donne che hanno fatto la storia della moda italiana: nonna Delia, mamma Laura e la fi„glia Lavinia. Il marchio Biagiotti compie cinquant’anni di vita e il successo nel mondo di quest’azienda lo spiega proprio Lavinia Biagiotti Cigna, 38 anni, ultima erede di un sapere tutto al femminile. «La nostra è in realtà una famiglia molto “allargata” nel lavoro. All’ora di pranzo mangiamo tutti insieme: sarti, ricamatori, cucitori… Non ci sono gerarchie o narcisismi. Da mia madre ho imparato la forza della condivisione. Siamo un centinaio nella sede di Guidonia ed è come in un’orchestra: ogni individuo è fondamentale. I prodotti nascono da un lavoro di squadra».
Proprio come accadde a mamma Laura, cresciuta nell’atelier al „fianco di nonna Delia, che aprì la sartoria di famiglia a Roma, sulla Salaria, nel 1965, anche Lavinia è cresciuta a pane e moda, a testa bassa sul lavoro „fin da ragazzina.
«A mia „glia ho insegnato tutto quello che ho imparato dalla mamma, che è stata la “Chanel italiana”», spiega Laura Biagiotti. «Il nostro è un esempio di azienda tipicamente italiana: i marchi famigliari sono una specifi„cità del made in Italy. La mia educazione al lavoro mi è venuta da lei, che rimase orfana giovanissima. Figlia di un direttore d’orchestra, a 15 anni dovette rimboccarsi le maniche, lasciare gli studi e iniziare a lavorare come dattilografa. Era una donna intelligente e con una dedizione al lavoro straordinaria, così presto diventò segretaria di redazione di giornali infl•uenti dell’epoca, conobbe Pirandello, Mosca… Iniziata la Seconda guerra mondiale incontrò Giuseppe, un giornalista, mio padre. Si sono sposati nel 1942 e nel 1943 sono nata io. Nel frattempo, mia madre era diventata dirigente di un’azienda chimica. Con gli avanzamenti di carriera avrebbe dovuto viaggiare; per me che ero piccola e per mio padre, rinunciò. Non sapeva però stare con le mani in mano. Dopo dieci giorni passati in cucina a preparare biscotti e torte, si inventò subito un lavoretto da fare in casa. Vendeva alle amiche biancheria ricamata. Il passo successivo fu aprire una sartoria di alta moda su misura, sullo stile parigino. Erano gli anni della Dolce Vita. Fu un successo».
La mostra Bellissima alla Villa Reale di Monza ha ricordato proprio in questi mesi il lavoro di Delia Soldaini Biagiotti, che tra l’altro ottenne nel 1964 l’appalto per le divise delle hostess dell’Alitalia, considerate allora ambasciatrici dell’eleganza italiana nel mondo. Una Barbie hostess vestita da lei è presente anche alla mostra sulla celebre bambola attualmente al Mudec di Milano.
«La piccola attività casalinga della mamma si trasformò presto in un’impresa. Da sola non ce la faceva più», continua Laura, «così, a vent’anni, entrai in azienda».
Il resto è parte della storia del costume e della moda: nel 1972 esce a Firenze la prima collezione “Laura Biagiotti”; con alcuni imprenditori visionari, come Ottavio Missoni, Walter Albini, Krizia e Gianfranco Ferrè, decide di trasferire il prêt-à-porter da Firenze a Milano, mettendo le basi del made in Italy; nel 1988 è a Pechino, prima stilista italiana a sfilare in Cina; nel 1995 le si aprono le porte del Grande Teatro del Cremlino ed è la prima volta che un marchio italiano si presenta a Mosca; dal 2000 al 2008 è presidente del Comitato Leonardo, che riunisce l’eccellenza italiana dell’industria, dell’arte e della cultura e di cui è ancora presidente onorario; nel 2010 riceve il Premio Leonardo (è la prima volta per una donna) dal presidente della Repubblica Napolitano.
Cavaliere del lavoro, Laura dal 1980 ha trasferito la sede accanto al castello Marco Simone, dell’XI secolo, che ha riportato all’antico splendore dopo anni di restauri con il marito Gianni Cigna, prematuramente scomparso nel 1996. Con lui Laura condivideva l’amore per l’arte e insieme hanno raccolto il nucleo più importante di quadri del pittore futurista Giacomo Balla. Ma non solo: entrambi amavano profondamente Roma. Con il marchio di profumi, Laura Biagiotti ha sostenuto il restauro della Scala Cordonata del Campidoglio, disegnata da Michelangelo, e delle Fontane di piazza Farnese.
«Grazie alla filosofia di noi romani, questa città sta qui da 2.700 anni», aggiunge Laura. «La capitale è una realtà complessa da amministrare, ma ho la massima fiducia nel suo futuro. Anche grazie alla presenza di questo Papa, che non ha voluto che il Vaticano fosse un luogo ma uno spazio spirituale. Il Giubileo della misericordia non è qui, ma ha porte aperte ovunque».
La presenza di papà Gianni è anche nel cuore di Lavinia, vicepresidente del gruppo, che si occupa di 35 collezioni del marchio, tra cui la linea junior Laura Biagiotti Dolls. «L’ho perso che avevo 17 anni», dice lei. «Ma stanotte ho fatto un sogno bellissimo. Amo tantissimo ballare. Danzavo con lui».

 
 
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