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martedì 28 giugno 2022
 
Giorno della memoria
 

L'altra metà del cielo nell'orrore dei lager

26/01/2022  Il docufilm su Rai 2 il 27 gennaio alle 23,30 raccoglie le testimonianza tra le altre delle sorelle Bucci e di Edith Bruck e mostra gli orrori dei campi di Fossoli, Ravensbruck e Sachsenhausen

Quando l’orrore dei campi di sterminio riguarda l’altra metà del cielo: è questo il senso del docufilm di Rai2, “Le donne nei lager nazisti”, in onda in occasione della Giornata della Memoria, giovedì 27 gennaio alle 23.30. La conduzione, e questa è la prima novità, è di Paola Perego, che accompagna il pubblico nell’universo femminile dei campi di sterminio iniziando da Fossoli, in provincia di Modena, centro di smistamento di innumerevoli persone che arrivarono poi nei campi di tutta Europa.
La seconda novità è la durata, che quest’anno eccezionalmente arriva a 90 minuti, considerato il grande numero di testimonianze, in particolare quelle delle sopravvissute: Sultana Razon, la vedova del celebre oncologo Umberto Veronesi; la scrittrice Edith Bruck; le sorelle Bucci ci raccontano gli orrori del dr. Mengele; Sami Modiano, che dipinge un ritratto commovente, lacerante, della sorella Lucia, morta ad Auschwitz, e molti altri ancora. Tra i racconti più interessanti spiccano quelli della figlia e del nipote del colonnello von Stauffenberg, l’ideatore dell’operazione Valchiria, storia da cui fu tratto celebre film interpretato da Tom Cruise, a cui Berlino ha dedicato un monumento per ricordare il colonnello e i suoi compagni nella piazza in cui furono giustiziati, nella notte tra il 20 e il 21 luglio 1944.
Al centro di tutto questo orrore c’è il campo di Ravensbruck, in Germania, scenario di storie terribili, come quelle delle ausiliarie delle SS, le aguzzine che vessarono con una violenza inaudita le recluse. Molte di queste, addestrate proprio qui, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale riuscirono a fuggire, scomparse nel nulla. Impunite, senza aver dovuto pagare il fio delle loro colpe.
A seguire Paola Perego racconterà del campo di Sachsenhausen, in cui era presente, tra le altre cose, una baracca adibita a bordello. Un luogo triste, in cui queste povere anime, le più giovani, erano costrette a prostituirsi. Nonostante ciò da qui sono emerse anche storie di straordinaria umanità. Un’umanità che nel cosiddetto secolo breve sembrava essere scomparsa. A rendere ancora più avvincente la narrazione troviamo diverse ricostruzioni storiche, minifiction nelle quali si rivivono i momenti salienti vissuti dalle donne di quel tempo.Così dichaira la conduttrcie: «Questa esperienza, così profonda, emozionante a tratti violenta per la drammaticità degli argomenti trattati, è stata senza dubbio uno dei lavori più intensi che io abbia mai svolto e sono orgogliosa di aver potuto contribuire con Rai 2 a questo importantissimo percorso di ricordi. Soprattutto è importante che le nuove generazioni siano sempre messe davanti alla realtà di quello che è accaduto, affinché l’olocausto non sia mai dimenticato»
 

 
 
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