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mercoledì 29 giugno 2022
 
 

Le (non) colpe dei padri...

02/11/2011  ... ricadono sui figli e danno loro diritto allo status di rifugiati politici, così come sancito dalle direttive comunitarie.

Victor (nome di fantasia), cittadino del Togo, ha fatto ricorso contro la sentenza n. 1344/2010 della Corte di appello di Milano. Motivo del contendere: il riconoscimento dello status di rifugiato politico. La Commissione territoriale di Milano aveva infatti respinto l'istanza di Victor diretta a ottenere la protezione internazionale sulla base della considerazione che non erano emerse persecuzioni dirette nei suoi confronti e che la proposta, fatta nel 2006, appariva strumentale perché presentata dopo il provvedimento di espulsione. Il tribunale di Milano ha invece riconosciuto a Victor il diritto di asilo così come sancito dall’ art. 10 della Costituzione. La Corte di Appello ha successivamente sovvertito l'esito della sentenza accogliendo il ricorso presentato dal Ministero dell'Interno. L'ulteriore coinvolgimento della Cassazione diventa per Victor un passo obbligato: i giudici stabiliscono che la motivazione della Corte d'Appello appare insufficiente "laddove attribuisce un ruolo del tutto marginale all’appartenenza del ricorrente al partito di opposizione e un peso decisamente inferiore alle violenze subìte rispetto a quelle che sono state inflitte al padre di Victor". È infatti agli atti un coinvolgimento diretto e per certi versi pericoloso di Victor nel partito di opposizione del suo Paese del quale la Corte rileva "l'illegittima persecuzione ad opera di funzionari in occasione della perpetrazione di brogli a cui aveva cercato di opporsi, la distruzione del suo domicilio, la carcerazione illegittima del padre e la sua morte in carcere".

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