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giovedì 28 ottobre 2021
 
Sfide su TikTok
 

«Maledetti social! Da madre single ho paura per mia figlia così vulnerabile»

12/03/2021  «Le notizie di sfide estreme sui social mi spaventano. Cosa consiglia ai genitori?» La risposta dell'esperto Fabrizio Fantoni

Sono la mamma single di una ragazza di 13 anni e come tanti genitori lotto inutilmente tutti i giorni contro il suo smartphone che, soprattutto in questi mesi di isolamento, la collega col mondo. Con i suoi amici, dice lei, ma comunque spesso attraverso i maledetti social tipo TikTok che spopolano tra gli adolescenti. Lei è una ragazzina che probabilmente soffre per la mancanza di un padre, problema che ha affrontato sin da bambina con una bravissima psicoterapeuta, è tranquilla, giudiziosa, piena di amici. Frequenta con entusiasmo gli scout e pratica vari sport. Adora ed è adorata dalla famiglia allargata (zii, cugini e nonni). Insomma, la vedo serena. Ma quando leggo la cronaca riguardo i casi di “sfide” affrontate anche sino alle estreme conseguenze da bambini ho molta paura. Vorrei sentirmi dire che questo succede solo in “certe famiglie” o a “certi” bambini. Ma è davvero così?

MONICA

Cara Monica, proverei a distinguere le situazioni in cui questi drammatici eventi riguardano bambini e preadolescenti, per i quali il controllo da parte dei genitori deve essere maggiore, e vicende riguardanti adolescenti e giovani adulti, per il diverso significato che la sfida e il rischio assumono in adolescenza. Sappiamo che la diffusione dei social è enorme: TikTok è seguito da oltre un miliardo di persone in tutto il mondo. Sofisticati programmi offrono ai ragazzi contatti, immagini e video molto accattivanti. Il potere di coinvolgimento di questi social è grande. Se si è consapevoli di questo, si mettono in atto, con i più piccoli, adeguate protezioni. Innanzi tutto, l’età in cui si concede lo smartphone ai figli: in genere per la maggioranza ciò avviene durante la scuola media, tra gli 11 e i 12 anni. Prima, è sconsigliabile. Il perché lo puoi trovare spiegato chiaramente nella recente ricerca dell’Università Bicocca di Milano L’età dello smartphone, che puoi leggere su Internet. In secondo luogo, occorre stabilire delle regole chiare prima di concederlo.

I social media hanno un’età minima di accesso: per TikTok e Instagram è 13 anni. Prima non è consentito ai ragazzi di accedervi con un proprio profilo. È vero che nessun social mette in atto controlli per verificare l’età all’apertura di un profilo, ma infrangere questi limiti, posti dalle aziende stesse, significa venire meno alle condizioni d’uso. Poi, occorre limitare l’utilizzo a determinate ore: ad esempio, non si va a letto con lo smartphone, non lo si usa a tavola, non lo si porta a scuola. E, in base anche all’affidabilità dei ragazzi, si possono richiedere, per i primi tempi, le credenziali di accesso per poterne verificare l’uso corretto. Ma, soprattutto, è necessario non lasciarli troppo soli, ma condividere con loro l’esperienza del Web, ascoltando con partecipazione ciò che li appassiona e li coinvolge. Per fare questo, nessun genitore deve sentirsi esonerato dal conoscere più direttamente i social, per capirne il funzionamento, il linguaggio, l’utilizzo. Magari andando a lezione dai propri figli.

 
 
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