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domenica 05 dicembre 2021
 
 

Le promesse UE non bastano più

07/10/2013  Dura presa di posizione della Focsiv, la più grande Federazione di Organismi di Volontariato Internazionale di ispirazione cristiana presente in Italia, sulla questione immigrazione

Gianfranco Cattai, il presidente della Focsiv, la più grande Federazione di Organismi di Volontariato Internazionale di ispirazione cristiana presente in Italia, è andato dritto al cuore del problema immigrazione riportando al centro del dibattito le soluzioni anche gli scarichi di responsabilità: «Dalle parole si passi all'azione, senza bisogno di altre dimostrazioni per riconoscere uno stato di fatto ormai da decenni, ovvero che l'Italia è la porta dell'Europa».

Le promesse del presidente della Commissione Europea José Manuel Durao Barroso riferite dal ministro dell'Interno Angelino Alfano sono state ovviamente colte con un plauso ma ora bisogna impegnarsi maggiormente per dare concretezza alle intenzioni. «Serve che il Segretario delle Nazioni Unite dia un mandato chiaro e definito di affrontare la questione ad una personalità competente e autorevole riconosciuta dai Paesi della sponda sud e nord del Mediterraneo. In qualità di organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana - prosegue Cattai - da oltre 40 anni impegnati nelle periferie del mondo, da cui provengono i migranti clandestini, spesso conosciamo i nomi di quelle persone che andranno a morire. per questo ribadiamo alle istituzioni la nostra disponibilità a impegnarci a sostegno di qualsivoglia iniziativa istituzionale volta a sostenere queste persone e a contenere questa ecatombe. Conosciamo abbastanza bene anche la realtà della nostra Italia per sapere che la questione dell'immigrazione per il nostro Paese non è facile da affrontare e neppure prioritaria. Ma attenzione a voltare le spalle, è in gioco la nostra dignità di uomini».

Cosa fare, dunque? Le posizioni della Focsiv sono note da tempo: a cominciare dall'idea di aprire canali umanitari o organizzare sistemi di accoglienza e accompagnamento a partire dalle coste dei Paesi del Mediterraneo, consapevoli che rimanere a guardare non serve a demotivare i migranti e neppure intervenire in soccorso favorisce ulteriormente la migrazione verso il nostro Paese. «Se davvero le istituzioni vogliono dare un segnale di umanità - conclude Cattai - possono iniziare dalla riforma della legge sull'immigrazione così come della legge sulla cooperazione verso i Paesi di origine e transito di chi fugge da guerre e condizioni di vita non umane. Il Governo Letta, il Parlamento non possono tacere e soprattutto non fare: occorre agire subito per una riforma in collegamento con una forte azione dell'Unione europea che assicuri il diritto delle persone ad avere asilo, percorsi sicuri di entrata nel mondo del lavoro e lotta alle organizzazioni criminali che trafficano sugli esseri umani».

 

   

 
 
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