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martedì 19 ottobre 2021
 
Siria, dossier di Save The Children
 

Le spose-bambine derubate del futuro

05/08/2014  La guerra e la “vita da profughi” sta rendendo drammatico il fenomeno. Prima della guerra erano il 13 per cento le giovani mandate a nozze poco più che bambine. Oggi il numero, fra i profughi e gli sfollati, è salito al 25 per cento. Il motivo: l’insicurezza e la paura delle violenze sessuali spinge le famiglie a sposare le figlie precocemente.

«Mio padre mi ha obbligata a sposarmi perché aveva saputo di un caso di stupro e aveva paura che potesse succedere anche a me e a mia sorella. Non ho avuto scelta». Maha ha 13 anni appena e tra pochi mesi sarà mamma. Il marito è un ragazzo di dieci anni più grande, Abdullah. Entrambi sono profughi siriani in fuga dalla guerra civile che hanno trovato rifugio in Giordania.

Protezione dalle bombe, ma non dalla povertà e dalla paura di violenze. E così, un numero sempre crescente di genitori costringe le proprie figlie a sposarsi. «In un quarto dei matrimoni registrati in Giordania tra i profughi siriani la sposa ha meno di 18 anni», denuncia Save the Children. Che ha raccolto dati e testimonianze delle baby spose siriane nel dossier “Too young to weed” (“Troppo giovane per sposarsi”).

I matrimoni precoci (che coinvolgono ragazze con meno di 18 anni, ndr) erano abbastanza diffusi in Siria. Prima della guerra, circa il 13% delle spose erano poco più che bambine, ma con lo scoppio del conflitto il fenomeno è aumentato in maniera esponenziale. Oggi in Giordania una sposa siriana su quattro ha meno di 18 anni. E nel 48% dei casi è costretta a sposare un uomo che ha almeno dieci anni più di lei.

Nel 2011 i matrimoni che coinvolgevano una baby-sposa erano il 12% del totale. Nel 2013 erano saliti al 25%. Quali sono le ragioni che spingono i genitori a dare in sposa le loro giovani figlie lo spiega Abdullah, il marito della piccola Maha: «Se fossimo stati ancora in Siria non ci saremmo sposati, lei è troppo giovane. Ma c’erano troppi stupri nel campo. E suo padre aveva paura che potesse sucederle lo stesso». Bisogna poi fare i conti con la povertà diffusa tra i profughi siriani e la difficoltà a trovare un lavoro, che rende difficile sostenere le famiglie numerose.

Maha, sposa a 13 anni, e il marito Abdullah.
Maha, sposa a 13 anni, e il marito Abdullah.

«Il mio futuro mi è stato rubato e la mia vita è perduta»

Insomma, un padre che fa sposare una figlia ancora bambina o adolescente lo fa con le migliori intenzioni. Ma gli effetti del matrimonio precoce sono devastanti. «Le ragazze che si sposano prima dei 18 anni hanno maggiori possibilità di subire violenze domestiche rispetto alle giovani che si sposano più tardi», spiega Saba Al Mobaslat, direttrice di Save the Children in Giordania.

Matrimonio precoce, inoltre, è sinonimo di gravidanza precoce. E il corpo di bambine come Maha non è pronto per affrontare queste fatiche: «Il rischio di morire di parto per una ragazza con meno di 15 anni è cinque volte maggiore rispetto a una donna adulta», aggiunge Saba Al Mobaslat.

Inoltre le baby-spose sono costrette ad abbandonare gli studi e a rinunciare ai propri sogni per il futuro. «Da quando ero bambina sognavo di studiare nutrizione all’università», racconta Nadia, 15 anni, giovane sposa che vive nel campo di Zaatari. «Sognavo una casa e di sposarmi dopo aver completato la mia istruzione. Il mio futuro mi è stato rubato e la mia vita è perduta. Tutto è distrutto».

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