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domenica 28 novembre 2021
 
 

Le voci dei ragazzini

30/06/2013  Si dice che i ragazzini adorino i videogiochi. Ma non è sempre vero. E c’è chi, a una partita al computer, preferisce un buon film

Che i ragazzini adorino i videogiochi lo dicono tutti. Ma non è sempre vero. E c’è chi, a una partita al computer, preferisce un buon film.

«Io e mio padre abbiamo fatto un patto: posso usare il computer o la Playstation mezz’ora al giorno», racconta Federico M., 15 anni. «E poi, è sempre papà a comprarmi i videogiochi, in modo da scegliere quelli adatti a me, senza violenza. A volte penso che sia un po’ troppo opprimente, ma il suo comportamento non mi irrita più di tanto».

Ludovico Z., 13 anni, invece, non approva le regole dei suoi genitori: «Mia madre e mio padre sono molto protettivi e mi proibiscono tutti i videogiochi, perché dicono che sono diseducativi. Non sono d’accordo: alcuni sono divertenti e ti permettono di simulare partite di hockey, tennis e football americano».

«Mia madre “usa” i videogiochi come premio o punizione», spiega Giorgio F., 15 anni. «Se prendo un bel voto posso fare una partita a Fifa o a Gran Turismo, due giochi di sport; se i professori parlano male di me via la Playstation per un mese».

«I miei sono contrari ai videogiochi, perché dicono che sono un’inutile perdita di tempo», dice Francesco F., 13 anni. «Forse hanno ragione, ma non credo che un gioco debba per forza servire a qualcosa. Per me basta che mi faccia divertire».

A casa di Fabio B., 16 anni, i ruoli sono invertiti: «Mio padre adora i videogiochi, mentre io li detesto. Succede spesso che, la sera, mio padre faccia una partita a carte al computer mentre io, mia madre e mia nonna guardiamo un film in tivù».

«Gli unici videogiochi che conosco sono quelli dei miei amici, perché a casa mia sono proibiti», racconta Paolo D., 12 anni. «Così quando vado a casa di Mirko, un compagno di classe, mi scateno e gioco al computer per ore. I miei lo sanno e dicono che l’importante è che rispetti le regole quando sono con loro».

 
 
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