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Lega del filo d'oro: per le persone sordocieche e le loro famiglie l'Italia può e deve fare di più

03/12/2022  Nel nostro Paese c'è ancora una conoscenza limitata di questa disabilità specifica, nonostante il suo riconoscimento con la legge 107/2010. Lo ricorda Francesco Mercurio, vicepresidente del Comitato delle persone sordocieche della Onlus di Osimo

Nel periodo di profonda crisi che stiamo vivendo, le persone con disabilità in Italia e nel mondo rischiano di rimanere invisibili e di non ricevere risposte adeguate ai loro bisogni, contrariamente a quanto sancito dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e dall'Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile, che sottolineano l'importanza di non lasciare nessuno indietro.

La Gionnata internazionale delle persone con disablità, che ricorre oggi 3 dicembre, «ci permette di ricordare al mondo che esistiamo anche noi, con i nostri diritti, i nostri bisogni, e ci consente di fare un bilancio nei vari Paesi sulle condizioni di vita garantite alle persone con disabilità: in Italia, spiace dirlo, il bilancio è ancora negativo. Nel nostro Paese, nonostante siano trascorsi 13 anni dalla ratifica della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, le concezioni sanitarie (che riducono la disabilità a una questione medica cui associare una risposta standard, quali l'handicap e l'invalidità) sono ancora dominanti nel panorama culturale e legislativo», dichiara Francesco Mercurio, presidente del Comitato delle persone sordocieche della Lega del Filo d'Oro. «Quella che sembra una disputa tra esperti, in realtà, ha gravi ripercussioni sulla vita quotidiana di milioni di persone, che ricevono dallo Stato risposte inappropriate e insufficienti alle proprie legittime rivendicazioni. In particolare, la popolazione sordocieca, nonostante l'entrata in vigore della legge n. 107/2010, non trova un reale riconoscimento. Inoltre, la legge delega sulla disabilità permane ferma ai box, per cui c'è ancora tanto da fare. Mi appello quindi alle nostre Istituzioni, affinché si impegnino a garantire la piena attuazione della Convenzione Onu e un reale riconoscimento della specificità di una disabilità complessa come la sordocecità».

La sordocecità colpisce in Italia quasi 190mila persone. Essere una persona sordocieca significa vivere immersa completamente nel buoio e nel silenzio. Eppure, nel nostro Paese c'è una limitata conoscenza di questa disabilità specifica: 8 italiani su 10, infatti, sanno che la sordocecità può presentarsi alla nascita (per infezioni in gravidanza, nascita prematura, malattie rare, ecc.) o arrivare nel corso della vita (a causa di traumi, gravi malattie, ecc.), ma solo 1 italiano su 4 sa che le persone sordocieche presentano 6 volte su 10 altre forme di disabilità, come quella cognitiva e motoria, che possono isolarle persino dai loro affetti, e appena 1 italiano u 5 sa che una persona sordocieca dalla nascita non ha nessun modo di comunicare con il mondo esterno.

Dal 1964 la Lega del filo d'oro di Osimo (Ancona) è impegnata in prima linea nella cura e nell'assistenza alle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali e nel sostegno alle loro famiglie. Per informazioni: www.legadelfilodoro.it

 
 
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