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domenica 14 agosto 2022
 
L'erede di don Milani
 

"Salvini, don Lorenzo per te sarebbe straniero"

04/03/2015  Parla Michele Gesualdi, figlio spirituale del priore di Barbiana: i valori della Lega poco hanno da dividere con l'insegnamento di don Milani.

Questa è la lettera a Matteo Salvini da Michele Gesualdi, cresciuto insieme al fratello Francuccio da don Lorenzo Milani e presidente della Fondazione don Lorenzo Milani.

Barbiana, 4 marzo 2015

Caro Salvini, ho letto su "Famiglia Cristiana" che nel comizio che hai tenuto alla manifestazione promossa dalla Lega a Roma, hai richiamato don Lorenzo Milani. Famiglia Cristiana ha risposto molto bene e non aggiungo altro. Desidero solo, come presidente della Fondazione Don Lorenzo Milani e come diretto testimone dell'intera esperienza di Barbiana e della sua scuola, suggerirti di leggere qualche scritto di don Lorenzo, perché probabilmente non hai approfondito nulla del suo pensiero e della sua opera e parli per sentito dire e forse sbagli personaggio. Per questo ti faccio omaggio del libro " L'obbedienza non è più una virtù", che contiene la lettera ai cappellani militari, l'auto difesa e gli atti del processo che don Lorenzo subì a seguito della denuncia di gente che la pensava come molti che erano alla tua manifestazione Se trovi un paio d'ore per leggerlo ti rendi conto di quanto è distante il tuo pensiero da quello moderno e futuribile del Milani. Ho detto futuribile perché lui è morto 48 anni fa ed è morto a 44 anni . Quando per un personaggio il tempo della morte supera quello della vita e continua ad essere attuale, significa che siamo di fronte ad un uomo del futuro che ha intuito e sostenuto verità che non tramontano facilmente. Per stimolarti a leggerlo ti trascrivo una frase contenuta nella lettera ai cappellani militari, che fu incriminata: " Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora vi dirò che nel vostro senso io non ho patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri". Lui sarebbe stato sicuramente uno che tu avresti voluto cacciare come straniero, del resto coloro che oggi sarebbero stati tuoi sostenitori cercarono di cacciarlo in galera e non ci riuscirono unicamente perché il suo padre Celeste lo chiamò a sé qualche mese prima che la sentenza di appello condannasse lo scritto. Buona e proficua lettura.

Michele Gesualdi

Firma la petizione in collaborazione con Change.org

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