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martedì 30 novembre 2021
 
Il 3 maggio è la Giornata Mondiale
 

Libertà di stampa sempre in pericolo (anche in Italia)

03/05/2015  «La libertà di espressione e di stampa non sono un lusso che può attendere fino al raggiungimento di uno sviluppo sostenibile: sono i pilastri che consentono a tutti di godere dei diritti umani e sono quindi diritti di vitale importanza per il buon governo e lo Stato di diritto». Lo dicono il Segretario generale dell’Onu, il Direttore generale dell’Unesco e l’Alto Commissario per i diritti umani. Ma nella realtà quotidiana dei cronisti le limitazioni e le censure sono all’ordine del giorno. L’Italia non fa eccezione, anzi: siamo scivolati al 73° posto nella classifica di Reporter senza frontiere.

Unesco celebra la Giornata mondiale della libertà di stampa (3 maggio), con una conferenza di tre giorni che si terrà a Riga (Lettonia) dal 2 al 4 maggio in concomitanza con la presentazione del Premio "Guillermo Cano": Premio mondiale della Libertà di Stampa Unesco. All'evento ha aderito un centinaio di Paesi.

Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, il Direttore generale dell'Unesco, Irina Bokova, e l'Alto Commissario dell’Onu per i Diritti Umani, Ra'ad Zeid Al Hussein, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta: «Un giornalismo di qualità permette ai cittadini di prendere decisioni informate sullo sviluppo della società. Inoltre contribuisce a esporre l'ingiustizia, la corruzione e l'abuso di potere». «La libertà di espressione e di stampa», continua la dichiarazione,  «non sono un lusso che può attendere fino al raggiungimento di uno sviluppo sostenibile: sono i pilastri che consentono a tutti di godere dei diritti umani e sono quindi diritti di vitale importanza per il buon governo e lo Stato di diritto».

Nella Giornata mondiale della libertà di stampa 2015 saranno discussi tre temi:

• La necessità di un giornalismo di qualità, libero e indipendente, che rimane una preoccupazione in un paesaggio mediatico in rapida evoluzione grazie all'innovazione tecnologica e commerciale

• La disuguaglianza di genere nei media, che rimane un problema a 20 anni dalla dichiarazione di Pechino: sono ancora troppo poche le donne nella direzione dei media e nei processi decisionali. Per questo motivo, più della metà dei partecipanti alla conferenza di Riga saranno giornaliste donne impegnate nella politica dei media di tutto il mondo

• La sfida della sicurezza digitale in un momento in cui la comunicazione digitale rende sempre più difficile per i giornalisti proteggere se stessi e le proprie fonti.

Nel 2015 l’Italia è crollata nella classifica mondiale della libertà di stampa, realizzata come ogni anno da Reporter senza frontiere (Rsf). Siamo al 73° posto, tra la Moldavia e il Nicaragua, perdendo ben 24 posizioni dall’anno precedente.

Rsf ha segnalato nel nostro Paese 43 casi di aggressione fisica e 7 casi di incendi ad abitazioni e vetture, solo nei primi dieci mesi del 2014. Ma non c'è solo la violenza fisica. Ci sono anche 129 cause di diffamazione “ingiustificate” contro i cronisti, mentre nel 2013 il dato si era fermato a 84: cause intentate da personaggi politici, e che quindi "costituiscono una forma di censura".

Durante la conferenza, l'Unesco presenterà uno studio dal titolo "Costruire sicurezza digitale per il giornalismo", che analizza le minacce che i giornalisti e le loro fonti affrontano nell'era digitale. Questo è l'ultimo di una serie di pubblicazioni dell’organismo Onu progettate per aiutare i giornalisti a migliorare la sicurezza nell'esercizio della loro professione.

Il 3 maggio, alle 18,00, il Direttore generale dell'Unesco assegnerà il Premio “Guillermo Cano” al giornalista siriano Mazen Darwish attualmente detenuto. Il pluripremiato cronista sarà rappresentato da sua moglie, la giornalista Yara Bader, che è anche direttore del Centro siriano per i media e la libertà, ed è la vincitrice del Premio Ilaria Alpi 2012 dedicato alle donne giornaliste.

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