logo san paolo
mercoledì 29 giugno 2022
 
 

Libia, nel mirino ora gli africani

22/02/2011  "Ci stanno dando la caccia. Ci stanno ammazzando". Le drammatiche telefonate dei profughi. Che rischiano di diventare la crisi nella crisi della Libia.

Libia, caccia all'uomo agli africani  “Ci stanno cercando. Ci stanno uccidendo con i coltelli e i machete”. La telefonata è drammatica. L’ennesima. Arrivano sul cellulare di Alganesh Fessaha, esule eritrea in Italia da molti anni e reponsabile dell’organismo non governativo “Gandhi”, che in particolari si occupa dei profughi eritrei in fuga dalla dittatura di Isaias Afewerki. Molti di loro si trovano in Libia.

     «In queste telefonate concitate mi dicono che è la reazione della gente all’uso di mercenari africani da parte del regime libico», dice la dottoressa Fessaha. Le segnalazioni mi arrivano dalla stessa Tripoli, ma anche da Kufrah. E pare che siano stati uccisi anche alcuni detenuti della prigione di Mishratah.

     In Libia c’è un milione di africani stranieri. In queste ore si nascondono dove possono. Le notizie frammentarie dicono che in alcune località sarebbe in atto una vera e propria caccia all’uomo. «Li vanno a cercare nelle case, nei luoghi dove vivono e lavorano», aggiunge Alganesh Fessaha. «Gli eritrei che mi chiamano sono terrorizzati e chiedono di far sapere alla comunità internazionale quello che sta accadendo. Molti di coloro che ora sono in pericolo sono stati respinti dall’Italia nei mesi scorsi».

     L’allarme, in queste ore, è stato lanciato anche dall’Alto Commissariato per i rifugiati (Hcr, che peraltro non ha personale in Libia perché da luglio dello scorso anno Gheddafi ha imposto la chisura degli uffici dell’agenzia Onu). «Siamo preoccupati per la sorte delle migliaia di richiedenti asilo e rifugiati africani», dice Laura Boldrini, portavoce dell'Hcr in Italia. «Somali, eritrei, etiopici sono la crisi nella crisi in Libia, e rischiano di diventare il capro espiatorio della vicenda».

     «Abbiamo raccolto racconti drammatici di irruzioni da parte delle milizie libiche nelle case di eritrei e somali accusati di essere mercenari», aggiunge la portavoce dell’Hcr, «che al momento si sono salvati scappando. Ci auguriamo che rifugiati e richiedenti asilo non siano abbandonati in questa difficile e rischiosa situazione».

I vostri commenti
1

Stai visualizzando  dei 1 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo