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Liliana Segre e Primo Levi, due vite contro l'oblio e per la pace

26/01/2021  Stiamo entrando nell'era della "postmemoria", quella in cui i sopravvissuti della Shoah saranno tutti scomparsi. Come tenere vivo il ricordo? La lezione intramontabile della senatrice a vita e del grande scrittore

Primo Levi. In alto, Liliana Segre.
Primo Levi. In alto, Liliana Segre.

IL DOVERE DELLA MEMORIA ALL'EPOCA DELLA POSTMEMORIA

Stiamo entrando nell'era della "postmemoria", espressione con la quale si intende il tempo - ormai vicino - in cui tutti i testimoni diretti e i sopravvissuti della Shoah saranno scomparsi. Il vuoto immenso che lasceranno si tramuterà in un'altrettanto immensa responsabilità sulle spalle di tutti a ricordare, affinché ciò che è accuduto non abbia a ripetersi. Un dovere delle generazioni adulte nei confronti delle nuove. Un dovere che impone di informarsi, studiare, raccontare, ricercare la verità e trasmetterla, che deve spingere ogni cittadino a coltivare la storia affinché diventi insegnamento per il futuro.

LA VOCE DI LILIANA SEGRE CONTRO L'ODIO

Tra le voci che ancora sono fra noi, spicca la figura, più grande a ogni anno che passa, di Liliana Segre, la senatrice sopravvissuta al lager, personaggio dell'anno di Famiglia Cristiana nel 2018. Una donna straordinaria che avverte l'angoscia del venir meno dei "testimoni oculari", come lei, ma che ha saputio anche trasformarla in inesauribile energia per incontrare i giovani e raccontare ciò che ha vissuto. Un'instancabile promotrice della cultura del dialogo e della pace. Dall'esperienza vissuta abrebbe potuto restare solo il dolore, il risentimento, l'odio. Invece è accaduto il contrario: che una donna che ha subito l'odio più feroce è diventata la paladina della tolleranza, dell'amicizia anche verso chi è diverso da noi. «Care ragazze e ragazzi, ho per voi una domanda facile: che cos’è la Memoria? È un metodo molto speciale che ci permette di mantenere in buona salute la democrazia, infatti, chi conosce il proprio passato è preparato meglio per un comune futuro europeo. Chi invece dimentica è più esposto ai pericoli di intolleranza e violenza»: con queste parole, tanto semplici quanto efficaci, ha evidenziato il legame profondo fra conoscenza del passato e buona salute della democrazia.

Il 27 gennaio, Giorno della Memoria, gli alunni delle scuole toscane avranno la possibilità di vedere ed ascoltare ancora una volta la testimonianza che la Segre ha reso nell'ultima occasione pubblica, lo scorso 9 ottobre alla Cittadella della Pace di Rondine (si veda qui l'articolo sull'iniziativa). 

LA LUCIDITÀ SENZA TEMPO DI PRIMO LEVI

E c'è un'altra figura a cui possiamo fare riferimento in questi tempi difficil, in cui il negazionismo e l'antisemitismo, o semlicemente la superficialità e il disimpegno, hanno rialzato la testa. È quella di Primo Levi (1919-1987), l'autore di capolavori, come Se questo è un uomo, una lettura che dovrebbe diventare obbligatoria in tutte le scuole, 

Questo è un uomo, il film che andrà in onda in prima visione sabato 30 gennaio su Rai 1, permette di ripercorrerne la biografia e di approfondire la sua intramontabile lezione. Il film ricostruisce i momenti salienti della vita di Primo Levi, dalla deportazione fino agli ultimi anni, toccando i temi fondamentali che hanno caratterizzato la sua esperienza e la sua opera. Il racconto dà vita al ritratto inedito di uno scrittore e intellettuale che ha profondamente segnato la cultura italiana del dopoguerra. La fiction è integrata dalle interviste di chi ha conosciuto lo scrittore e ne ha compreso aspetti umani essenziali: Marco Belpoliti (scrittore e studioso di Primo Levi), Edith Bruck (scrittrice testimone, amica-sorella in sorte di Primo Levi), Noemi Di Segni (Presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane), Anna Foa (storica), David Meghnagi (psicoanalista e scrittore), Moni Ovadia (uomo di teatro, attivista dei diritti civili e sociali), Giovanni Tesio (docente e critico letterario). Con l'apporto del materiale di repertorio che contestualizza storicamente la vicenda biografica, e delle preziose interviste dello stesso Primo Levi, la docufiction restituisce il senso profondo della testimonianza dello scrittore e ci mostra come il suo principale insegnamento resti ancora oggi attuale e imprescindibile: custodire la memoria da ogni forma di oblio e negazionismo, per evitare che il passato ritorni uguale ed oscuri nuovamente la nostra vita e la nostra libertà.

Liliana Segre e Primo Levi, due fari che illuminano la notte affinché la luce della memoria non si spenga mai. Lasciamoci illuminare.

Multimedia
Nella giornata della memoria con i teatri chiusi Gioele Dix legge Primo Levi sui social
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